Fili di sospensione riassorbibili e biostimolanti

fili di sospensione

L’orizzonte del Soft Lifting

I predecessori dei fili di sospensione furono proposti e diffusi nel mondo a partire dalla fine degli anni ’90. Raggiunsero l’Italia precisamente nel 1999 presentandosi inizialmente come sottili filamenti muniti di rilievi o “spine”.

I fili di sospensione agevolano l’ancoraggio alla porzione profonda del derma pur mantenendo una certa libertà tissutale. Ovverosia, sollevano i rilassamenti della pelle senza minare l’espressività del paziente.

Fili di sospensione

fili di sospensione
Fig.1

Quest’intervento di soft lifting, dalla fine del Novecento ad oggi, ha fatto notevoli passi avanti. Se i primi fili di tensione erano per lo più in Goretex, quelli moderni si caratterizzano per la loro biocompatibilità.

I risultati sono perciò apprezzabili sin dall’immediato, mentre per una completa stabilizzazione bisogna attendere per un periodo variabile dai 30 ai 90 giorni, a seconda dell’età del paziente e dalla tipologia tessutale in oggetto.

Ad ogni modo, è bene specificarlo, il trattamento risponde molto bene in pazienti che non mostrino una eccessiva lassità cutaneaDi norma, i fili di sospensione possono essere utilizzati entro una forbice che muove dai 35-40 anni e si spinge sino ai 60-65. Per tutti gli altri casi, la chirurgia plastica rimane ancora l’orizzonte di riferimento.

Indicazioni

Si tratta, a titolo generale, di un intervento estetico senza bisturi, eseguibile con una minima anestesia e particolarmente indicato per:

  • migliorare i contorni, i profili e la definizione generale del viso;
  • acuire l’angolo mandibolare o esercitarne una trazione;
  • elevare le guance, l’area zigomatica e sopraccigliare;
  • ridurre inestetismi nasogenieni, labiali, perioculari e le rughe della Marionetta;
  • contrastare i rilassamenti sotto al mento;
  • esercitare una trazione del collo o ringiovanire il décollète.

I benefici principali risultano essere:

  • un effetto lifting e di ringiovanimento immediati;
  • un esercizio di stimolo verso la produzione di neo-collagene;
  • una neoangiogenesi, ovverosia un’ossigenazione tessutale frutto dello sviluppo di nuovi vasi.

Tipologie 

  • Acido L-polilattico: generalmente la durata media di un filo riassorbibile in acido polilattico si aggira intorno ai 2 anni. Gli esperti consigliano il posizionamento di almeno 3 fili per emiviso, dacché uno solo eserciterebbe una trazione alquanto limitata.
  • Polidiossanone: i fili in PDO si trovano già presenti nell’ago di inoculazione. Questi, pur senza esercitare alcuna specifica tipologia di trazione (e dunque a rigore andrebbero trattati in qualità di biostimolanti), sono riassorbiti dall’organismo in 6-8 mesi e originano fisiologicamente una fibrosi che contraendo i tessuti, rende ragione di un aspetto visibilmente più giovane e turgido al tatto. 

Viso, braccia, cosce

Sul volto si usano fili in PDO (e perciò aghi) più lunghi per quanto concerne la porzione mandibolare e più corti per le guance ed il solco lacrimale. Di norma, si infilano sino a 20 fili, 10 per ciascuna metà del volto.

Per quanto concerne l’area delle braccia, i fili vengono innestati nell’area corrispondente al bicipite ed al tricipite. È possibile abbinare lunghezze differenti di filo, allo scopo di creare un vero e proprio reticolo.

Infine, per quanto concerne l’area delle cosce e la porzione superiore del ginocchio, i fili vengono distribuiti in modo da contrastare la forza di gravità.

La tecnica

Il soft lifting del viso con fili di sospensione può dirsi la soluzione ideale per ringiovanire viso e corpo minimizzando l’invasività e dunque gli esiti cicatriziali.

L’intervento, inoltre, si presta molto bene ad essere abbinato ad altri trattamenti con filler o laser.

Mappatura e filo

fili di sospensione

Una mappatura della zona da trattare con penna dermografica funge da preludio al trattamento. Si anestetizza quindi l’area prima di inserire sotto pelle il filo di sospensione, iniettandolo mediante un lungo ma sottile ago.

Il filo, a seconda della sostanza riassorbibile, rimarrà nell’organismo per un tempo variabile ma senza mai darsi a vedere. Una volta “messo in tensione”, il chirurgo ne taglierà infine le estremità sporgenti.

La pratica non richiede punti di sutura e complessivamente dura dai 20 ai 45 minuti, a seconda anche del quantitativo di fili innestati.

I risultati, sebbene inizialmente stemperati da un lieve gonfiore destinato a scomparire in poche ore, si consolidano con il tempo (circa 1 mese). Il paziente può immediatamente tornare alla vita sociale.

I costi dei fili di sospensione

Generalmente i fili lisci partono da 30 euro l’uno circa, i bioristruttranti a spirale da 50 euro, mono oppure bidirezionali giungono sino ai 90 euro in media, e dunque i 4D (con micro-rilievi lungo l’intera sezione) da 120 cadauno. In genere, sono necessari almeno 2-3 fili per emiviso. 

Post-trattamento

Il paziente potrebbe avvertire un lieve torpore unito soggettivamente ad una vaga sensazione di limitazione nella mimica espressiva. Effetti transitori e circoscritti, così come l’infiammazione, che non supera i 2-3 giorni. Si consiglia tuttavia di trattare con delicatezza la zona sino alla completa scomparsa dei sintomi.

A titolo precauzionale è bene esimersi dal praticare attività sportive o sforzi intensi per almeno un paio di settimane.

Alcuni specialisti consigliano altresì di prediligere una posizione supina all’atto del coricarsi, specie nei primi giorni, onde evitare di gravare sui tessuti con un peso eccessivo.

Controindicazioni ed effetti collaterali

Gli effetti collaterali sono ampiamente gestibili ed assai limitati: parliamo di ematomi nelle zone d’ingresso e uscita del filo. Il dolore, invece, è lenibile con i più comuni farmaci preposti.

Le controindicazioni riguardano pazienti con un eccessivo rilassamento cutaneo, con vistose “bandiere” di pelle nelle zone bersaglio o infine con un eccesso di adipe localizzato.

Immagini:

Fig.1: https://youtu.be/QxZKzYRvN7Q (2:11)