CHIVA e ASVAL: due soluzioni contro le vene varicose

chiva e asval

Eliminazione delle varici mantenendo integre le vene safene

Chiva: cura conservativa emodinamica ambulatoriale dell’insufficienza venosa

Asval: ablazione selettiva delle vene varicose in anestesia locale

CHIVA ed ASVAL sono due trattamenti che si propongono come soluzione ai disturbi dei vasi sanguigni, in particolare delle vene varicose o varici. Tale patologia riguarda la deformazione delle pareti venose che, rilassandosi in modo eccessivo, si dilatano e provocano il ristagno del sangue. Per questa ragione i vasi sanguigni si gonfiano e diventano visibili attraverso la cute.

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Fig.1: Vene varicose

Generalmente gli interventi di questo tipo non mirano a risolvere il problema estetico bensì quello funzionale:

  • dolore;
  • ulcere cutanee;
  • gonfiore;
  • crampi notturni;
  • formicolii;
  • trombosi;
  • sanguinamenti.

I principi della CHIVA

L’intervento CHIVA si differenzia dagli altri poiché mira a preservare le due vene safene scongiurandone l’ostruzione o la trombosi. Comunemente invece si tende a rimuoverle (safenectomia) o a bruciarle (laserterapia-radiofrequenza). Le vene safene, però, giocano un ruolo fondamentale nei casi in cui si verifichi un malfunzionamento di vasi sanguigni “più importanti”, come ad esempio le vene profonde e le coronarie.

Principi della ASVAL

Questa tecnica prevede l’asportazione delle vene malate mediante microincisioni. Questo si traduce in un intervento indolore, senza sanguinamenti nè ematomi. Viene effettuato in lieve anestesia locale ed è estremamente selettivo. Si asportano infatti soltanto le vene considerate irrecuperabili.

Pre intervento

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Fig.2: Ecocolordoppler

Il pre-intervento di CHIVA e ASVAL consiste nella creazione di una mappa emodinamica ottenuta con un ecocolordoppler. Per ottenere un’immagine adeguata, è necessario aumentare la pressione sanguigna modificando il baricentro del paziente, cosicché contragga i muscoli delle gambe, oppure comprimendo l’origine delle varici con un elastico. In questo modo si ottiene uno schema della circolazione sanguigna del paziente e una cartografia dinamica del percorso delle vene varicose. È fondamentale che questi esami vengano effettuati dallo stesso chirurgo che poi eseguirà l’operazione.

Intervento Chiva e Asval

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Fig.3 Trattamento

I due interventi CHIVA e ASVAL si differenziano solamente per l’azione esercitata sulle vene interessate. Il giorno dell’intervento vengono evidenziate le vene problematiche, visibili attraverso la pelle. Si prosegue con l’individuazione del punto in cui si dovrà asportare ognuna di queste vene. Prima di somministrare l’anestesia locale viene svolta un’ulteriore visita di controllo.

Nel caso in cui si proceda con la tecnica CHIVA, una volta disinfettata la gamba da operare, si effettueranno piccole incisioni che serviranno per la legatura della sezione di vena problematica. Tale procedimento fa sì che la pressione all’interno del tratto deforme diminuisca, apportando una riduzione di volume del tratto specifico. Questa diminuzione può causare la riduzione della vena fino a farla collassare, senza però dissolverla mai. Per questa ragione l’intervento è da considerarsi reversibile. Conclusa anche questa fase, verranno applicati i punti di sutura su ognuna delle incisioni effettuate.

Nel caso in cui si intervenga con la tecnica ASVAL, si eseguiranno delle microincisioni attraverso le quali si sfileranno i tratti di vena deformata dopo aver legato l’estremità sana. Non sono previsti punti di sutura ma solo l’applicazione di particolari cerotti impermeabili. La durata di entrambi gli interventi è piuttosto breve, circa 35 minuti. Il dolore che ne deriva è minimo ed anche le cicatrici risultano minimamente percepibili.

Post intervento

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Fig.4: Calze a compressione graduata

Dopo l’intervento, il paziente dovrà attendere 1-2 ore prima di poter essere riaccompagnato a casa. Dovrà rimanere a riposo per almeno altre 4 ore prima di essere libero di fare una breve passeggiata.

Il giorno dopo un intervento CHIVA sarà necessario presentarsi nuovamente in studio per la medicazione ed effettuare un nuovo ecocolordoppler che verificherà lo stato della situazione. È consigliabile fare alcune brevi passeggiate per aiutare la circolazione a seguire la nuova traiettoria e poter riprendere le normali attività quotidiane. Le medicazioni non dovranno essere bagnate fino a quando i punti non saranno stati rimossi (dopo una settimana).

Con la tecnica ASVAL sarà possibile effettuare una doccia già dopo 48 ore. Per tutta la settimana successiva sarà obbligatorio indossare una specifica calza contenitiva graduata. È possibile che per i primi mesi le vene siano ancora visibili in posizione eretta ma fa parte del normale processo di guarigione e svaniranno in un arco di tempo di tre mesi.                    

Rischi

I rischi strettamente legati alle tecniche CHIVA e ASVAL sembra non siano rilevabili, tuttavia nessuna delle due inibisce del tutto la formazione di nuove varici con il trascorrere del tempo. 

 

Immagini:

Fig.1: https://youtu.be/csZFoh-fHyg

Fig.2: https://youtu.be/RemO9uZI69s

Fig.3: https://youtu.be/H4UiOjLfKGU

Fig.4: https://youtu.be/CFVBdWUDeZY

 

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