Bendaggio gastrico nel trattamento dell’obesità

Bendaggio gastrico

L’intervento di chirurgia bariatrica che agisce sul senso di sazietà

Il bendaggio gastrico consiste nell’applicazione laparoscopica di un anello in silicone nella porzione superiore dello stomaco. Si prefigge perciò di ridurre la capacità del medesimo e di conseguenza indurre un precoce senso di sazietà nel paziente.

La procedura è reversibile, non comporta incisioni sullo stomaco e avviene in day surgery.

Un’importante premessa

L’efficacia del bendaggio implica un ruolo attivo del paziente nel lungo periodo, a cui è richiesta un’indagine sulle cause emotive alla base del rapporto conflittuale con il cibo. 

Inventare una “tasca”…

L’intervento vero e proprio viene eseguito in via laparoscopica con anestesia totale e richiede circa un’ora.

Nel dettaglio, si procede a passare un’estremità del filo in silicone attorno alla porzione superiore dello stomaco, affinché ne emerga una “tasca” ridotta ma comunicante con la restante sacca. Parimenti, l’anello viene insufflato tramite un apposito serbatoio posizionato sottocute (del quale resta manifesto unicamente un piccolo foro d’ingresso).

Bendaggio gastrico

Il livello ottimale di restrizione del bendaggio verrà debitamente modulato dal chirurgo con una siringa riempita di soluzione fisiologica.

Ad ogni modo, lo scopo è garantire al candidato il corretto assorbimento dei nutrienti purtuttavia limitandone la quantità ingerita.

Risultati auspicati

Di norma, nell’immediato post-operatorio la bocca dell’anello sarà più ampia, cosicché lo stomaco vi si possa abituare. Trascorso il primo mese, lo specialista provvederà a insufflare ulteriormente l’anello, segnando l’inizio vero e proprio del protocollo terapeutico.

In generale, nel pieno rispetto dell’iter d’azione è previsto un calo ponderale pari al 40-50% del peso in eccesso.

Pre-operatorio

Eseguiti gli esami di routine a margine del responso di idoneità formulato in relazione alle condizioni d’obesità, il candidato – munito del necessario per affrontare la notte di degenza – verrà accompagnato presso la struttura da un conoscente.

Concluso l’intervento, è possibile riscontrare un soggettivo grado di dolore, comunque trattato con gli antidolorifici prescritti.

In capo a 24 ore, eseguiti gli accertamenti (fra cui una radiografia), il paziente sarà libero di tornare a casa.

Post-operatorio

Come accennato poc’anzi, il paziente deve attendere circa un mese, al termine del quale inizierà ufficialmente il protocollo.

Durante le prime due settimane, l’apporto energetico si palesa in forma liquida. Bisognerà pertanto assicurandosi di bere e sorbire lentamente, a piccoli sorsi. In seguito, vengono introdotti cibi con una consistenza molle ma più densa, dunque sotto forma di purea. Omogeneizzati, yogurt, gelatine et similia. Solo a partire dalla quinta settimana subentrano i cibi solidi, prestando molta attenzione alla masticazione, alla pianificazione dei pasti, alla dimensione dei bocconi ed agli alimenti ricchi di nutrienti. Andranno inoltre limitate le fibre, dacché uno spazio gastrico limitato implica un’ottimizzazione di ciò che vi viene introdotto.

I costi

Il costo del trattamento viene interamente assorbito dal Servizio Sanitario Nazionale se in presenza di obesità grave. Qualora il paziente scelga di rivolgersi alla clinica in privato, i prezzi oscillano fra i 2300 ed i 5000 euro.

Rischi e complicanze

Fra i principali rischi connessi all’intervento si annoverano: spostamenti, scivolamenti e mal posizionamenti dell’anello. Da non trascurare nemmeno la comparsa di eventuali problemi digestivi, reflusso, infezioni o di carenze nutrizionali.

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