Settoplastica, intervento di correzione della lamina

Settoplastica

La correzione della lamina osteo-cartilaginea

L’intervento di settoplastica ovvia alla malformazione della lamina osteo-cartilaginea: il cosiddetto setto.

Non sono rari i casi di una deviazione più o meno marcata (e comunque di norma fisiologica) in regione, che peraltro vanta ricadute funzionali non sempre trascurabili sul soggetto.

Setto e deviazione

Il setto separa e insieme pone in contatto le fosse nasali, le quali rappresentano la porzione interna del naso. 

La porzione anteriore del setto è mobile e costituita da cartilagine, mentre quella posteriore è formata sia dall’osso etmoide che dal vomere. Il setto è dunque rivestito dalla mucosa della cavità nasale e abbondantemente irrorato di sangue.

Di norma il setto nasale si presenta tendenzialmente verticale, ma in alcuni soggetti può presentarsi marcatamente inclinato verso sinistra o verso destra. Di frequente, un grado minimo di deviazione non è posto nelle condizioni di provocare sensibili menomazioni della capacità respiratoria; in alcuni casi tuttavia comporta la compromissione funzionale di una delle due narici, con conseguente congestione nasale, frequente sanguinamento o disturbi respiratori sia diurni che notturni.

Settoplastica

Fattori e possibilità d’intervento

Con il setto nasale deviato si può nascere oppure in esso si può incorrere a margine di un trauma da impatto. In quest’ultimo caso, fra i fattori di rischio più comuni emergono gli incidenti stradali e le pratiche sportive di contatto (pugilato su tutte). Le soluzioni sono svariate, ma non tutte efficaci.

Qualora gli spray medicinali o i decongestionanti in commercio avessero effetto, al paziente viene consigliato di rivolgersi all’otorinolaringoiatra per valutare una settoplastica.

Il preliminare strumento di diagnosi, nei fatti, è lo speculum nasale, che attraverso la dilatazione delle narici, osserva le cavità e la conformazione dei turbinati.

In seguito, a rendere ragione ancor più dettagliatamente del grado dell’inestetismo subentra – su prescrizione – l’endoscopia nasale.

Settoplastica

L’intervento di raddrizzamento in esame si distingue nettamente rispetto alla rinoplastica. Se quest’ultima infatti è una procedura ad impatto prettamente estetico, al contrario la settoplastica ha una valenza terapeutica.

L’iter prevede l’impiego di anestesia generale con degenza o locale con sedazione ed una tecnica laparoscopica (meno invasiva) o laparotomica (di srotolamento a cielo aperto).

Le due tecniche

Nel primo caso (laparoscopia), l’otorinolaringoiatra pratica un’incisione all’interno del naso in prossimità del setto. Dunque, qualora non sia possibile correggere direttamente la lamina – scollati i tessuti che la incapsulano – ci si avvarrà di precipui strumenti al fine di rimuoverne singoli frammenti.

Conclusa la procedura, il medico applicherà un paio di sottili placche in silicone in ambo le narici al fine di facilitare la corretta guarigione e la più idonea saldatura delle suture.

Da ultimo, vengono posizionati due tamponi nasali a scopo protettivo (rimossi in capo a 48 ore). Per quanto concerne le placche endonasali, invece, il paziente dovrà pazientare circa due settimane.

Pre-operatorio

In previsione della settoplastica il candidato si sottoporrà ad esami e controlli specifici.  

Storia clinica e referti alla mano, principia la fase di misurazione pre-operatoria del setto nasale. Il medico effettua gli scatti necessari e valuta la deviazione dei seni paranasali mediante TAC. Parimenti, raccomanderà al paziente di astenersi dal fumo e dall’impiego di aspirina o ibuprofene. Il giorno prefissato per l’intervento, il paziente si presenterà in sede a digiuno dalla sera precedente.

Post-operatorio

Settoplastica

Nella fase post-operatoria, specie qualora si sia optato per l’anestesia generale, sono da considerarsi fisiologici giramenti di testa, mancanza di equilibrio e nel complesso una ridotta capacità di reazione.

L’edema e il dolore sono da considerarsi inevitabili postumi della pratica e pertanto andranno debitamente trattati con gli antidolorifici prescritti. Da notare, infine, che al paziente spetta la presa in carico di poche ma decisive precauzioni, fra le quali:

  • evitare di soffiarsi il naso
  • evitare sforzi ed il sollevamento di carichi pesanti
  • mantenere la testa alta all’atto di coricarsi.

La guarigione richiede in linea di massima 15 giorni, trascorsi i quali si potranno riprende le attività quotidiane; per dirsi completa, tuttavia, saranno necessari dai 3 ai 6 mesi.

I costi

Posto che si tratta di un intervento di natura funzionale, previo accertamento e idoneità del candidato i costi sono a carico del Servizio Sanitario Nazionale.

I prezzi per chi si rivolgesse privatamente ad una struttura, oscillano invece fra i 5.000 e gli 8.000 euro.

Rischi e complicanze

La settoplastica, come d’altra parte, ciascun intervento che passi attraverso la sala operatoria, implica necessariamente un certo di grado rischio. Perciò, per quanto rare, e per lo più prevenute già da un’attenta indagine pre-operatoria, si annoverano complicanze quali: infezioni, emorragie, infiammazioni ed ecchimosi, reazioni avverse all’anestesia.

Fra le complicanze specifiche, invece: l’insuccesso nella correzione, palesato da sintomi di congestione, epistassi e ostruzione nasale inalterati; indesiderate mutazioni nell’aspetto esteriore del naso; nonché la ben più grave perforazione settale, palesata da una lesione della parete fra le narici, fonte di ulteriori problematiche.

Molto più rara la riduzione dell’odorato causata da lesioni occorse durante l’operazione.

Facilmente trattabile l’ematoma del setto (mediante drenaggio).

 

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