Rinoplastica… R come ridurre, R come ridefinire

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Aspetti e metodiche dell’intervento chirurgico al naso

Nella voce rinoplastica respira la storia della chirurgia. Sia metaforicamente, che nei fatti concreti come accennavamo in un pezzo sulle origini della chirurgia

Rinoplastica

La moderna rinoplastica è un intervento chirurgico forse tra i più richiesti nel mondo. Come vedremo, un iter che prevede due differenti tecniche di esecuzione. Una prima, definita “aperta”, che espone la struttura del naso durante l’intervento; ed una invece meno invasiva, definita “chiusa”. I risultati delle due procedure, ad ogni modo, sono gli stessi. La seconda tuttavia richiede maggiore abilità del chirurgo, ma mette al riparo da esiti cicatriziali visibili.

Anatomia del naso

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Fig.1

Prima di discutere nel dettaglio le singole possibilità di intervento, è bene forse procedere ad individuare correttamente le sedi della struttura nasale

Il naso umano si presenta come un cono rovesciato la cui porzione, all’immediata giunzione fra le sopracciglia, è costituita da una tegola d’osso. Progressivamente, discendendo verso l’apice, conosce il gibbo, ovvero il rilievo originato dal connubio dell’osso con la cartilagine che di lì completa la forma del naso. Le ali si estendono lateralmente a tracciare infine i contorni delle narici fino alla punta, ove la cartilagine è sostenuta da tessuto fibro-adiposo.

Funzione

Anzitutto, perché questa operazione? Per due motivi, sostanzialmente. Uno di natura estetica, relato magari ad un gibbo eccessivamente pronunciato, oppure ad una punta marcatamente aquilina o ancora ad ali nasali giudicate troppo aperte.

La seconda possibile ragione implica invece motivi prettamente funzionali, legati a disturbi respiratori. Pertanto, possiamo assistere ad asimmetrie del setto o a postumi di natura traumatica. In quest’ultima eventualità, dunque per la rinoplastica definita funzionale, le spese mediche sono detraibili dalle tasse.

Durata e obiettivi

Più in generale comunque, l’intervento ha una durata compresa fra i dieci e i quarantacinque minuti, a seconda della tipologia di inestetismo o di problema a cui si intende ovviare.

Solitamente, l’obiettivo più gettonato della rinoplastica è la demolizione del gibbo: porzione della piramide nasale costituito da osso e cartilagine ingenerante uno scalino. Siamo tuttavia a ricordare che chi non volesse sottoporsi ad un intervento chirurgico o più semplicemente intendesse abbattere i costi, è possibile optare per i filler

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Fig.2

Un’alternativa ancor più a buon mercato è rappresentata infine dai numerosi tutori in plastica oggi in commercio. Questi ultimi agiscono comprimendo la cartilagine e restringendo le ali nasali a margine di un impiego costante per circa 15 minuti al giorno. Uno fra i prodotti più diffusi è il Rhino Correct.

 

Applicazioni

Chiaro che, appurata schematicamente la struttura del naso, possano altresì emergere singolarmente i difetti a cui mettere mano.

  • Una prima e assai richiesta tipologia di rinoplastica si concentra a tutti gli effetti sul gibbo. Questa gobba, da molti considerata un fattore estremamente antiestetico, può essere asportata livellando lo scalino fra l’osso e la cartilagine.
  • Per una punta eccessivamente cadente si procede invece esportando parte delle cartilagini alari o del tessuto fibroso e adiposo in eccesso.
  • Se l’inestetismo è dovuto più semplicemente all’angolo inferiore della columella, si lavora restringendo la cavità o asportando del tessuto cartilagineo.
  • Qualora infine sia l’osso medesimo ad essere deviato, comportando con ciò difficoltà respiratorie, si opera asportandone una porzione e lavorando sulla simmetria.

I risultati sono permanenti ed apprezzabili a distanza di almeno un mese dalla seduta chirurgica.

Il pre intervento

Passaggio preliminare alla seduta si rivela la valutazione ponderata e profonda dell’anamnesi del paziente. Verranno dunque effettuati tutti gli esami del caso.

Il paziente, a digiuno dalla mezzanotte e munito degli esiti clinici degli esami prescritti verrà preparato ed anestetizzato.  A questo punto è bene precisare che l’anestesia sarà locale se il chirurgo opererà per la metodica “chiusa”, mentre totale nella metodica “aperta”.

Il post-intervento

Concluso l’intervento verranno praticati dei punti sutura e inseriti dei tamponi speciali in entrambe le narici (poi rimossi in capo a 24-48 ore); sarà anche applicata una mascherina protettiva, composta da bande contenitive da mantenere sul naso per 12-14 giorni.

Qualora si sia optato per una anestesia locale, il paziente verrà dimesso entro 2 ore dalla seduta.

L’ematoma è da ritenersi assolutamente fisiologico, nonché in progressiva attenuazione.

Il periodo di convalescenza previsto è pari due settimane circa, mentre occorrerà almeno un mese per poter esporre il naso all’aria aperta. Per quanto concerne l’attività fisica, sono richiesti due mesi di stop specie per gli sportivi impegnati in attività di contatto.

Rinoplastica chiusa

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Fig.3

La tecnica richiede più esperienza dacché le incisioni vengono praticate unicamente all’interno del naso.

Avvalendosi di un retrattore della narice, una prima incisione viene praticata all’interno dell’apertura narinale; segue un secondo taglio semicircolare e superiore al precedente, poi allargato con la forbice sino a consentire la sua dislocazione e parziale rimozione. Ripetuta l’operazione anche nell’altra emi-narice, è possibile accedere in profondità e bilateralmente nel cono nasale. 

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Fig.4

Il chirurgo potrà così rimuovere parte del gibbo, raschiare la cartilagine o ancora fratturare le pareti dell’osso avvalendosi di un martelletto.

Rinoplastica aperta

Il chirurgo si curerà di praticare una prima incisione a livello della columella e due ulteriori alla base delle narici. Potrà a quel punto sollevare la pelle, scoperchiando la struttura nasale a cielo aperto, e dunque procedere come sopra.Il principale svantaggio di questa metodica è che lascia cicatrici visibili nonostante la mole assai circoscritta.

Rinoplastica secondaria

Consiste nel sottoporsi a rinoplastica per una seconda volta.

La finalità è di tipo correttivo, ovverosia per ovviare alle piccole imperfezioni residuali. Più raro il caso in cui si debba intervenire su risultati giudicati insoddisfacenti.

È bene sottolineare però che la rinoplastica secondaria non è affatto un intervento da sottovalutare. Spesso, il chirurgo è chiamato a mettere mano su volumi compromessi.

I costi

Atitolo puramente indicativo, un intervento ricostruttivo richiede dai 3000 ai 7000 euro, mentre un intervento che implichi un trapianto di cartilagine o di osso dagli 8000 ai 10000 euro.

Come richiamato in precedenza, comunque, la spesa è detraibile dalle tasse qualora il soggetto vi si sottoponga a fini funzionali e non di pura estetica.

Rischi e complicazioni

I moderni interventi chirurgici garantiscono un margine di sicurezza assai elevato, e tuttavia contemplano pur sempre un certo margine di rischio. Gli esami preliminari servono esattamente a scongiurarli o quantomeno minimizzarli. Non per questo però si possono escludere:

  • Gonfiore ed edema post-trattamento persistenti;
  • Irregolarità e asimmetrie non soddisfacentemente trattate;
  • Alterazioni olfattive;
  • Riduzione accidentale delle aperture nasali.

 

Immagini:

Fig.1: Dante, Verona.

Fig.2: Rhino Correct.

Fig.5: https://youtu.be/QQKSRMlU7MU

Fig.4: 00:34. https://youtu.be/5c-YlFOcwNo

 

 

 

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