Malaroplastica per rimpolpare gli zigomi

Malaroplastica

L’intervento chirurgico ideale a restituire tridimensionalità alla regione

La malaroplastica è un intervento chirurgico valido per correggere monolateralmente eventuali asimmetrie, e viene eseguita in day-surgery.

Gli zigomi costituiscono i punti luce del volto. Nel corso del tempo, tuttavia, sono forse i primi a risultare soggetti a svuotamenti.

Per ovviare all’inestetismo interviene la malaroplastica additiva.

A chi è indicata la malaroplastica

L’intervento si propone di restituire pienezza al distretto mediante l’innesto di piccole protesi o, in alternativa, tramite del grasso autologo.

Lo zigomo è una porzione del volto che a partire dai 30-40 inizia lentamente a svuotarsi. I tessuti si rilassano, e perciò in molti ricercano di ripristinare le forme perdute senza con ciò stravolgere i lineamenti.

Regione zigomatica

Malaroplastica
Osso zigomatico

Ma passiamo rapidamente sotto la lente la regione zigomatica.

Notiamo in primis che lo zigomo corrisponde alla naturale prominenza della guancia. Nello specifico, la regione è costituita da uno strato grasso sottocutaneo e derma compatto, sostenuti dal muscolo ed agganciati all’osso zigomatico.

Ma la malaroplastica è forse l’unica opzione di intervento? Come vedremo fra un attimo, la risposta è negativa.

L’alternativa rappresentata dai filler e dal grasso autologo

Per tutti coloro che non intendessero sottoporsi ad un intervento chirurgico, una valida alternativa è rappresentata dai filler, impianti biocompatibili iniettati mediante un ago direttamente nel sottocute.

V’è poi l’ulteriore alternativa del lipofilling. Nella fattispecie, si opera attingendo il materiale grasso ove si trova in eccesso. Dopodiché lo si re-impianta in sede zigomatica in “lieve eccesso”; una parte dello stesso infatti verrà riassorbita dall’organismo. I principali vantaggi garantiti dall’adipe, ad ogni modo, sono la maggiore durata (fino 2 anni) e l’effetto di ringiovanimento tridimensionale.

Le protesi

L’intervento chirurgico di malaroplastica consta nel collocare una protesi al di sotto della muscolatura, perciò a contatto con l’osso. Locazione dalla quale più si muoverà grazie ad alcuni punti di sutura.

Esistono, nel dettaglio, due fattispecie distinte di protesi.

  1. La prima ricalca a tutti gli effetti la foggia dell’arco zigomatico e viene pertanto definita anatomica. Prevalentemente utilizzata per l’implemento della zona anteriore dello zigomo, la sua morfologia consente altresì di lavorare in maniera efficace persino sulla faccia laterale e dell’arcata.
  2. La seconda tipologia è impiegata solitamente nelle ricostruzioni meno importanti, ed è preferita nell’area centrale dell’ipotetico trigono zigomatico grazie alla spiccata proiezione anteriore dovuta alla specifica conformazione ovale.

Materiale

Il materiale di innesto è il silicone e si presenta particolarmente elastico ma al contempo di consistenza compatta. Per completezza, dobbiamo aggiungere però che è possibile utilizzare anche una seconda tipologia di materiale protesico noto come Medpor. Le protesi in esame, tuttavia, presentano minori vantaggi quanto a malleabilità e flessibilità, specie perché richiedono il relativo fissaggio all’osso con delle viti.

Il pre-intervento

Malaroplastica

In previsione di un intervento chirurgico, il protocollo prevede che il paziente si sottoponga ad una serie di esami clinici volti a testare il suo grado di salute generale. Dev’essere poi attentamente valutata l’impalcatura ossea facciale e talvolta si procede persino con una TAC volta a ricostruire poi in 3D la zona.

Il candidato ritenuto idoneo sarà chiamato a sospendere l’uso di antinfiammatori ed anticoagulanti, o comunque i medicinali a base di acido acetilsalicilico. Dovrà poi presentarsi in sede struccato.

Può essere utile, ma non indispensabile, farsi accompagnare da un conoscente o un familiare.

Post-intervento

A margine dell’intervento il dolore sarà pressoché assente, e basterà osservare le raccomandazioni del medico.

È possibile applicare del ghiaccio in regione per lenire il fisiologico gonfiore; potrebbe essere un ciclo di terapia antibiotica da condurre per 4-5 giorni, trascorsi i quali le attività lavorative potranno essere tranquillamente riprese.

Meglio invece adottare una posizione semi-seduta all’atto del coricarsi le prime 2 notti.

La tecnica

L’intervento avviene in anestesia locale e prevede, a seconda, un accesso endorale (tramite la bocca) o transpalpebrale (sul bordo inferiore della palpebra stessa), quest’ultimo privilegiato se la malaroplastica avviene in combina con la blefaroplastica inferiore.

La prima (e più frequente) metodica implica un’incisione al di sotto del periostio, in corrispondenza della mucosa dei premolari superiori. Il taglio di circa 1,5 – 2 cm crea la tasca ove collocare la protesi. A quel punto il medico si curerà di fissarla con alcuni punti di sutura riassorbibili.  Si procederà parimenti, in modo simmetrico, sull’altro lato.

Non sono previste fasciature, ma alcuni semplici cerotti che poi verranno rimossi in capo a 4 giorni.

I costi

Mediamente, la cifra si aggira fra i 2.500 e i 3.500 euro.

Rischi e complicazioni

La malaroplastica garantisce un margine di sicurezza assai elevato. Se comunque gli esami preliminari servono esattamente a scongiurare risposte deficitarie da parte del paziente, in linea generale le complicazioni più temute sono:

  • infezioni del cavo orale (per questo è predisposta la terapia antibiotica);
  • lesione o compressione dei nervi infraorbitari;
  • Asimmetrie (possibile anche qualora una delle due protesi non sia stata impiantata in corrispondenza dell’osso ma sui piani muscolari);
  • Spostamento delle protesi (evenienza difficile ma possibile, di natura post-traumatica).

 

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