Ricostruzione di areola e capezzolo

ricostruzione di areola e capezzolo

Il tocco finale dopo la ricostruzione del seno

Spesso non ci facciamo caso ma la presenza del capezzolo è fondamentale per l’aspetto del seno in quanto ne determina le proporzioni e la simmetria. La ricostruzione di areola e capezzolo costituisce quindi l’apice e l’atto finale della ricostruzione del seno in seguito ad un intervento di asportazione di tumore.

Funzioni

ricostruzione di areola e capezzolo
Fig.1: Posizione ideale del complesso areola-capezzolo

La ricostruzione di areola e capezzolo è un passaggio fondamentale in quanto conferisce alla mammella un aspetto naturale. Sempre più spesso le tecniche chirurgiche tendono a cercare di preservare questa zona, che solo raramente viene invasa dalle cellule tumorali. Le metodiche di ricostruzione si sono evolute a tal punto da essere in grado di restituire al seno capezzoli del tutto simili agli originali.

È fondamentale che l’intervento venga eseguito da un chirurgo esperto poiché i fattori da tenere in considerazione sono molteplici. Si deve calcolare la distanza del complesso dalla clavicola; verificare il punto centrale della mammella; valutare le misure del capezzolo controlaterale, se esiste.

Nonostante questo, ogni donna ha caratteristiche proprie e il capezzolo può variare di forma, dimensione, proiezione e colore. L’intervento di ricostruzione di areola e capezzolo, così come quello del seno, deve essere il più personalizzato possibile. Per quanto simile, però, il capezzolo ricostruito non avrà sensibilità poiché sprovvisto di terminazioni nervose, e non reagirà quindi né al tocco né alla temperatura.

L’intervento può essere eseguito dopo circa 3 mesi dalla ricostruzione del seno. Tuttavia, per realizzare un posizionamento il più possibile corretto è meglio attendere anche 6-12 mesi. In questo modo la cute avrà il tempo di guarire e la nuova mammella si sarà stabilizzata, evitando di dover ricorrere ad interventi successivi.

Tecniche di intervento

Il capezzolo e l’areola vengono rimodellati in due momenti distinti (anche nel corso del medesimo intervento) e usando tecniche diverse:

Capezzolo

ricostruzione di areola e capezzolo

Fig.2: Tecniche di ricostruzione del capezzolo

  • Ricostruzione con lembo locale: è la tecnica più utilizzata e consiste nell’effettuare un’incisione a forma di stella a tre punte (o a farfalla) sul seno ricostruito, sollevare quindi la cute e suturarla a formare il nuovo capezzolo. L’intervento avviene in regime ambulatoriale e sotto anestesia locale.
  • Ricostruzione con parte del capezzolo controlaterale: la tecnica può essere applicata nei casi in cui la mastectomia sia stata unilaterale e il capezzolo esistente sia di grandi dimensioni e ben proiettato. Viene prelevata la parte superiore del capezzolo della mammella sana e viene poi suturato nella corretta posizione.
  • Ricostruzione con innesto composito: l’intervento è molto simile a quello con lembo locale ma si applica qualora il nuovo seno non presenti cute sufficiente alla ricostruzione. In questo caso il lembo di pelle può derivare dalla parte superiore dell’interno coscia, dal lobo auricolare o dal polpastrello.
ricostruzione di areola e capezzolo
Fig.3: Capezzoli in silicone

L’intervento può durare tra i 30 e i 60 minuti, al termine dei quali viene applicata una medicazione o un paracapezzolo in silicone per favorire la guarigione delle ferite. I punti di sutura vengono rimossi dopo 7-10 giorni e la completa guarigione avviene dopo 15-20 giorni.

Per le donne che non volessero accostarsi ulteriormente alla chirurgia, esistono in commercio dei capezzoli prostetici in silicone, da applicare sul seno tramite un adesivo medicale resistente all’acqua. Di recente se ne trovano di tutte le dimensioni e i colori, e possono anche essere realizzati su misura per rispecchiare l’aspetto del capezzolo controlaterale.

Areola

ricostruzione di areola e capezzolo

Fig.4: Tecniche di ricostruzione dell’areola

  • Ricostruzione con parte dell’areola controlaterale: questa tecnica è possibile nei casi in cui l’altro seno presenti un’areola di dimensioni ampie. Viene effettuata un’incisione periareolare e si esporta la porzione di pelle più esterna al complesso.
  • Ricostruzione con innesto composito: come per il capezzolo, anche l’areola può essere ricostruita a partire da lembi cutanei provenienti da altre zone del corpo, tendenzialmente più nascoste in modo da limitare la visibilità delle cicatrici (zona inguinale, retroauricolare, grandi labbra). L’attecchimento avviene dopo 4-5 giorni.
  • Ricostruzione con tatuaggio: è l’alternativa ideale per chi non volesse sottoporsi all’ennesimo intervento chirurgico. Generalmente viene eseguito in ambulatorio da un chirurgo plastico che ha seguito corsi specifici. È necessario attendere qualche mese dalla ricostruzione del seno per dare tempo alle cicatrici di stabilizzarsi. La tecnica più utilizzata è quella del colore multistrato: si utilizza un pigmento scuro per la base e poi si eseguono altri 4-5 passaggi con colori via a via più chiari, fino a raggiungere la colorazione desiderata. Occorrono sempre 3 o 4 sedute perché il colore tende a sbiadirsi ed anche in seguito è possibile dover effettuare dei ritocchi. In alcuni casi è preferibile tatuare anche l’areola controlaterale per ottenere un risultato più omogeneo.

L’intervento di ricostruzione di areola e capezzolo può durare da 20 a 60 minuti a seconda della tecnica impiegata. Nel caso di impianti cutanei viene poi applicata una medicazione sterile, nel caso del tatuaggio invece il chirurgo consiglierà una crema topica (Gentalyn).

In America sta cominciando a svilupparsi la tendenza del tatuaggio 3D effettuato da tatuatori esperti che seguono corsi specifici di tatuaggio del capezzolo. Si va oltre la normale dermopigmentazione, per restituire un effetto ottico di tridimensionalità sia all’areola che al capezzolo.

ricostruzione di areola e capezzolo
Fig.5: Prima e dopo

Controindicazioni ed effetti collaterali

Le complicanze di un interventi di ricostruzione di areola e capezzolo riguardano: infezione, necrosi del lembo innestato, depigmentazione del complesso e un’eventuale perdita di proiezione del capezzolo. Non ci sono controindicazioni particolari, ma in caso di radioterapia è preferibile attendere il termine del ciclo e che la cute si ristabilisca.

 

 

Fonti:

http://www.airc.it/cancro/dopo-cura/ricostruire-seno/

http://la.repubblica.it/saluteseno/news/un-tatuaggio-al-posto-della-chirurgia/3703/

Immagini:

Fig.1-2-4: https://youtu.be/z33fgeL1HuY (0:02) (0:06) (2:18)

Fig.3: https://youtu.be/0uYF1cEe4KA (1:23)

Fig.5: https://youtu.be/Nf2-RHzTC0s (4:41-44)

 

SOCIAL
SEGUICI SU:
Beautyportale: un mondo a cui tutti, uomini e donne, possono accedere per cercare le risposte alle loro domande su bellezza, salute, benessere, sport, massaggi, alimentazione, chirurgia plastica, wellness ed estetica. Uno spazio ricco di spunti per vivere una vita all'insegna dell'equilibrio e della cura di se stessi.