Ricostruzione del seno con tessuti autologhi

Ricostruzione del seno con tessuti autologhi

Utilizzo di lembi muscolari e cutanei propri della paziente

Tra le diverse metodiche di ricostruzione del seno, questa è sicuramente la più invasiva. Tuttavia, è ancora tra quelle più praticate poiché presenta diversi aspetti positivi:

  • Seno più morbido e dall’aspetto più naturale;
  • Sono escluse reazioni allergiche o di rigetto;
  • Può essere abbinata all’uso della protesi o del lipofilling.

La ricostruzione del seno con tessuti autologhi è la terapia d’elezione in caso di mastectomia totale.

Ricostruzione del seno con tessuti autologhi

Ricostruzione del seno con tessuti autologhi
Fig.1: Aree di prelievo dei tessuti

Si tratta della metodica più complessa ed invasiva benché garantisca risultati di gran lunga più naturali. Essa consiste nell’utilizzare lembi di tessuto cutaneo e/o muscolare prelevati dalla paziente stessa per ricostruire completamente o parzialmente la mammella. Con questa tecnica è possibile ripristinare la forma e il volume del seno in modo preciso e proporzionato, senza dover intervenire sul seno controlaterale. I lembi vengono generalmente prelevati da addome, schiena o natiche che quindi in seguito presenteranno degli esiti cicatriziali. A seconda della zona esistono svariate tecniche:

  • LAT: utilizza il lembo cutaneo latissimo proveniente dalla schiena;
  • DIEP: utilizza tessuto cutaneo e adiposo della regione sotto-ombelicale;
  • TRAM: utilizza tessuto cutaneo, muscolare e adiposo della regione addominale;
  • SGAP: utilizza un lembo cutaneo prelevato dalla regione dei glutei.

I lembi impiegati possono essere di vicinanza, ed è quindi possibile mantenere il contatto con i suoi vasi sanguigni, oppure possono essere distanti e vengono quindi completamente espiantati dalla sede originaria. In seguito essi vengono rimodellati in modo da adattarli al seno che si vuole ricostruire. In alcuni casi è possibile associare l’intervento di ricostruzione del seno con tessuti autologhi all’inserimento di una protesi.

Intervento

Ricostruzione del seno con tessuti autologhi
Fig.2: Tecnica LAT

Può durare circa 4 ore e viene eseguito in anestesia generale. Normalmente richiede una degenza di 4-5 giorni e successivamente un periodo di recupero di circa 1 settimana.

Vantaggi

Prevede l’utilizzo di tessuto proprio della paziente evitando così rischi di rigetto. La mammella avrà un aspetto e una consistenza più naturali e si evita il rischio di interventi correttivi successivi.

Svantaggi

L’intervento di ricostruzione del seno con tessuti autologhi è lungo, così come pure la degenza e il periodo di recupero. È più invasivo e comporta incisioni più numerose. A volte il lembo di pelle prelevato può risultare di colore e spessore differente dal resto del seno. Vi è il rischio di necrosi dei tessuti impiantati.

Risultati

Il risultato è senza dubbio più naturale e più attento alle proporzioni tra i due seni.

Nota Bene

Il processo di ricostruzione del seno può essere operato su donne di qualsiasi età e spesso è a carico del Sistema Sanitario Nazionale.

 

Immagini

Fig.1:https://youtu.be/XWUIhGhCJN8?list=PLLM-sZc2xEAFa381bDhxEEqD4GHHePT_G (0:30)

Fig.2: https://youtu.be/KdJfO1YDsKQ  (23:40)

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