Mastoplastica riduttiva, per chi è adatta

Mastoplastica riduttiva

L’intervento per ridurre il volume del seno

Fin dall’antichità il seno grande è stato venerato e rispettato perché simbolo di fertilità. Non tutti però sono al corrente delle problematiche che può causare: dolori a collo e schiena, difficoltà a trovare capi d’abbigliamento adatti, vergogna e imbarazzo nei rapporti sociali e con il partner. La mastoplastica riduttiva è un intervento che consente di diminuire il volume del seno, rimodellandolo in modo da restituirgli tono e compattezza. In questo modo il decolleté manterrà il suo appeal senza però gravare sul resto del corpo.

Funzioni

Mastoplastica riduttiva
Fig.1: Anatomia mammaria

La mastoplastica riduttiva è l’intervento di chirurgia estetica deputato a ridurre il volume del seno, sia per quanto riguarda l’eccesso di tessuto adiposo che di ghiandola. Questo perché un volume eccessivo può avere serie ripercussioni sul resto del corpo:

  • Dolore a spalle e colonna vertebrale;
  • Complicanze posturali (scoliosi, cifosi);
  • Dolore alla mammella;
  • Macerazione del solco mammario;
  • Parestesie (intorpidimento e/o formicolio di parti del corpo);
  • Solchi cutanei da spalline del reggiseno.

Per una donna con un seno abbondante, inoltre, è più complicato riuscire a trovare reggiseni adeguati o degli abiti che calzino come dovrebbero. Senza contare che il seno può trasformarsi in un ostacolo per i movimenti o per la pratica di attività sportiva.

Ai problemi di tipo funzionale si aggiungono infine quelli psicologici. Un seno sproporzionato o asimmetrico può causare imbarazzo nelle relazioni sociali e impedirci di vivere al meglio la nostra femminilità.

Applicazioni

La mastoplastica riduttiva viene applicata principalmente in caso di:

  • Ipertrofia mammaria: volume eccessivo del seno che si può suddividere in lieve (200 gr.), moderato (200-500 gr.) o grave (500-1.500 gr.). L’ipertrofia può presentarsi in gioventù (virginale), in seguito a gravidanza o allattamento, dopo la menopausa o per un significativo aumento di peso. Nel caso in cui si manifesti già in giovane età è probabilmente dovuta a fattori genetici.
  • Gigantomastia: abnorme sviluppo della ghiandola mammaria per il quale il volume del seno supera i 1.500 grammi.

Entrambe queste disfunzioni possono essere caratterizzate da un’asimmetria delle mammelle. Il peso eccessivo provoca spesso un cedimento dei tessuti a causa del quale il seno si mostra cadente (ptosi mammaria). Per questa ragione, talvolta, alla mastoplastica riduttiva viene associato anche un intervento di mastopessi.

È bene tenere presente che un simile intervento potrebbe (non sempre) compromettere la possibilità di allattare.
Un’alternativa alla mastoplastica riduttiva è la liposuzione mammaria, valida però solo in giovane età, poiché la pelle è più elastica, o in caso di eccessi volumetrici lievi.

Intervento

Mastoplastica riduttiva
Fig.2: Possibili approcci chirurgici

In sede di visita pre-operatoria verrà svolta un’accurata anamnesi della paziente, un’ecografia nelle donne sotto i 35 anni o una mammografia negli altri casi. Viene richiesto di interrompere l’assunzione di farmaci a base di acido acetilsalicilico (Asprina, Vivin C) e gli antiinfiammatori almeno 2 settimane prima.

L’intervento può essere svolto sotto anestesia generale o locale abbinata a sedazione. Fondamentale sarà il disegno pre-operatorio nel quale il chirurgo segnerà accuratamente le linee d’incisione e la nuova posizione del capezzolo. L’intervento consiste nell’effettuare un’incisione intorno all’areola che scende verticalmente a comprendere il solco sottomammario. Questa incisione è chiamata “ad ancora” o “a T rovesciata”. In seguito il chirurgo procede ad asportare la ghiandola mammaria e il tessuto adiposo in eccesso e li andrà a pesare in modo da essere certo di eliminare la stessa quantità di ghiandola. Il seno viene quindi rimodellato, togliendo la cute in eccesso e sollevando il complesso areola-capezzolo nella nuova sede. Potrebbe anche essere necessario ridurre le dimensioni dell’areola in modo che sia più proporzionata al nuovo seno.

L’intervento può durare da 90 minuti a 3 ore, al termine delle quali vengono applicati i drenaggi, da mantenere per 1-2 giorni, e un bendaggio compressivo che potrà essere tolto dopo 5-7 giorni. Il periodo di recupero è di circa 8-10 giorni da passare in assoluto riposo. Terminato il recupero, se necessario, verranno tolti i punti.

Cicatrice. Per quanto l’incisione possa essere effettuata e suturata ad arte, a seno nudo la cicatrice risulterà comunque visibile. È possibile intervenire per eliminarla con la tecnica del mosaic surgery.

Risultati

Di solito il risultato finale è permanente, ma è bene tenere conto che con il tempo i tessuti sono comunque destinati a cedere. Sarà ancora possibile che il seno aumenti di volume, ma mai ai livelli pre-operatori. L’effetto finale sarà visibile una volta sparito il gonfiore.

Mastoplastica riduttiva
Fig.3: Prima e dopo

Costi

Il costo dell’intervento può variare dai 5.000€ agli 8.000€. Per usufruire della copertura del sistema sanitario nazionale il tessuto asportato deve superare i 500 grammi a mammella e la paziente non deve essere in sovrappeso.

Controindicazioni ed effetti collaterali

Generalmente i rischi legati a questo tipo di intervento sono rari e spesso temporanei:

  • asimmetria mammaria;
  • parestesia del capezzolo;
  • cicatrici ipertrofiche o cheloidi;
  • ischemia o necrosi cutanea/areolare, caso molto raro ma che necessita di intervento chirurgico nel caso in cui avvenisse la perdita completa dell’areola;
  • infezioni;
  • emorragie.

La mastoplastica riduttiva è controindicata in caso di: malattie cardiache, insufficienza vascolare, diabete e obesità.

 

Immagini:

Fig.1: https://youtu.be/Hz4U-SRmquo (2:15)

Fig.2: https://youtu.be/ykE7cMIgnBM (0:34) (0:36)

Fig.3: https://youtu.be/ykE7cMIgnBM (1:27)

 

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