Mastoplastica correttiva e anomalie del seno

mastoplastica correttiva

Come risolvere le imperfezioni del seno

La mastoplastica non interviene solo per ridefinire o migliorare l’estetica del seno, ma serve anche a risolvere alcune anomalie del seno che comportano disagi sia funzionali che psicologici. Le anomalie possono riguardare la forma ma anche la posizione del seno, e possono essere di natura congenita oppure dovute ad interventi precedenti. La mastoplastica correttiva mira a correggere queste imperfezioni per ridonare al seno armonia e proporzioni ideali.

Funzioni

La mastoplastica correttiva è un intervento chirurgico utilizzato per risolvere anomalie e malformazioni del seno. È costituito da un insieme di tecniche specifiche per ogni caso da trattare che associano e combinano procedure già ampiamente impiegate in mastoplastica additiva, riduttiva e mastopessi, nonché nella chirurgia estetica in generale: impianto di protesi, rimodellamento e sollevamento del seno, riduzione dei tessuti e così via. L’intervento è altresì utile per correggere errori o effetti collaterali derivanti da precedenti operazioni al seno, come sostituzioni o riposizionamento di protesi, lifting mal riusciti o problematiche cicatriziali. Nella maggioranza dei casi per poter intervenire è necessario attendere che lo sviluppo del seno sia completo.

Applicazioni

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Fig.1: Seno tuberoso

La mastoplastica correttiva è utile in caso di:

Malformazioni congenite

  • Mammella tuberosa o tubolare: è un’anomalia che comporta lo sviluppo incompleto della ghiandola mammaria, la quale cresce in avanti, subito dietro al complesso del capezzolo, ma non lateralmente. Il seno appare quindi di forma tubolare, stretto alla base e più ampio in punta, andando così a pesare eccessivamente sulla cute e risultando in una ptosi della mammella (o di entrambe).
  • Anisomastia: differenza di volume tra le mammelle che comporta un’asimmetria del seno. Può essere lieve, e non costituire un problema, ma in alcuni casi è piuttosto marcata ed evidente.
  • Capezzoli introflessi: si tratta di un difetto dei dotti galattofori che tirano il capezzolo verso l’interno. Può essere congenito oppure causato da patologie o interventi mal riusciti. Può inoltre riguardare un solo capezzolo o entrambi. Nei casi più lievi il capezzolo può protrarsi se stimolato manualmente o per effetto del freddo, mentre in quelli più gravi il capezzolo non risponde ad alcuno stimolo.
    mastoplastica correttiva
    Fig.2: Sindrome di Poland
  • Sindrome di Poland: dal nome del chirurgo che l’ha evidenziata. Si tratta di un raro insieme di malformazioni che colpisce un solo lato del torace e il rispettivo arto superiore. Esso generalmente comporta l’assenza della mammella o del capezzolo, a volte anche della parte di muscolo pettorale, anomalie delle dita della mano (sindattilia, brachidattilia, ipoplasia della mano o dell’avambraccio) e della colonna vertebrale. In questo caso oltre alla mastoplastica correttiva sarà necessario considerare altri interventi, quali chirurgia della mano, trapianto muscolare o protesi cartilaginee.

Anomalie acquisite

  • Contrattura capsulare: in seguito all’inserimento di una protesi mammaria, l’organismo può creare una capsula di tessuto cicatriziale intorno alla protesi stessa che si ispessisce e indurisce fino a modificare l’aspetto del seno. La contrattura può deformare il seno e creare un’asimmetria e, nei casi più gravi, può causare dolore intenso.
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    Fig.3: Doppio profilo
  • Doppio profilo: consiste in un profilo del seno irregolare causato dal posizionamento scorretto di una protesi. Essa infatti va a creare un nuovo solco sottomammario sopra a quello naturale causando una deformazione del seno.
  • Dislocazione della protesi: più frequente nei casi di protesi anatomiche che, avendo una forma a goccia, spostandosi vanno a modificare la forma del seno.
  • Asimmetria mammaria: può essere la conseguenza diretta di interventi estetici o ricostruttivi, ma può anche derivare da alterazioni della gabbia toracica o posture scorrette. In quest’ultimo caso è solo il posizionamento sul torace ad essere diverso, mentre il volume e la forma sono uguali.

Altre applicazioni riguardano: revisione di cicatrici, sostituzione di protesi o risollevamento del seno in seguito ad un intervento di mastopessi andato male.

Interventi

Mastoplastica correttiva della mammella tuberosa.

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Fig.4: Correzione della mammella tuberosa

L’intervento può essere svolto in anestesia generale o in anestesia locale con sedazione profonda. Esso prevede un’incisione periareolare totale (tecnica round-block) dalla quale si incide la ghiandola mammaria per liberarla dalle aderenze. Si procede quindi con la cosiddetta espansione ghiandolare che consente una redistribuzione di ghiandola a tutto il seno. Viene infine posizionata una protesi, generalmente anatomica, per restituire al seno forma e volume adeguati. L’intervento può essere praticato ad una sola mammella, nel qual caso si cercherà di renderla uguale all’altra, oppure ad entrambe utilizzando protesi diverse per correggerne l’asimmetria. L’operazione dura circa 2-3 ore e richiede un periodo di recupero di 7-10 giorni. La cicatrice rimane collocata al confine tra la pelle scura dell’areola e quella chiara del seno, risultando quindi praticamente invisibile. Il risultato è estremamente duraturo e assicura, se correttamente eseguito, un effetto naturale.

Mastoplastica correttiva dell’anisomastia.

L’intervento avviene in anestesia generale o locale con sedazione. Consiste tendenzialmente nell’inserimento di protesi, in una o entrambe le mammelle. La procedura rispecchia quella di una mastoplastica additiva e il tipo di protesi e il suo posizionamento vengono stabiliti dal chirurgo e dalla paziente durante la visita pre-operatoria. In alcuni casi è possibile associare il trapianto di tessuto adiposo autologo (Lipofilling). L’intervento dura circa 2-3 ore e al termine viene applicato un bendaggio compressivo. Le possibili complicazioni sono le medesime di un intervento di mastoplastica additiva così come pure il decorso post-operatorio.

Mastoplastica correttiva per capezzoli introflessi.

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Fig.5: Capezzoli introflessi

L’intervento chirurgico avviene in regime di day hospital sotto anestesia locale con sedazione. Si effettua un’incisione periareolare o a livello del capezzolo che consente di recidere le aderenze fibrose o i dotti galattofori. Si procede quindi a suturare sia l’interno del capezzolo per mantenerlo in fuori sia l’incisione esterna. L’intervento dura 30-60 minuti e la medicazione e i punti verranno rimossi dopo 5-7 giorni. È fondamentale sapere che questo tipo di intervento preclude la possibilità futura di allattare.

Esistono eventualmente delle alternative non chirurgiche che mantengono meccanicamente il capezzolo all’esterno: conchiglie per il seno, tiralatte, stantuffi. Il dispositivo più noto è Niplette, uno strumento a forma di capezzolo in materiale trasparente che, creando un vuoto d’aria, spinge il capezzolo ad uscire. Deve essere adoperato per 2-3 mesi e non è detto che risolva stabilmente la problematica. Lo svantaggio maggiore comunque è il fatto che è difficile da nascondere sotto i vestiti.

Ultimamente è in via di sperimentazione una tecnica che prevede l’inserimento di un piercing sul capezzolo. Finora i risultati sono stati apprezzati: si inserisce facilmente e velocemente, tiene il capezzolo ancorato all’esterno ed è invisibile. Ancora non è chiaro però se possa costituire una soluzione definitiva in quanto le donne che l’hanno sperimentato hanno scelto di mantenere il piercing.

Mastoplastica correttiva della sindrome di Poland.

La mastoplastica correttiva si occuperà in questo caso solo delle anomalie relative alla mancanza di tessuto ghiandolare. L’intervento consiste generalmente nell’inserimento di una protesi mammaria e può essere svolto in anestesia generale o locale con sedazione profonda. Se però dovesse mancare il muscolo pettorale sarà necessario utilizzare un lembo del muscolo gran dorsale. In questo caso oltre alla cicatrice sul seno ne esiterà anche una trasversale sulla schiena e il paziente avrà bisogno di assistenza per i primi 3-4 giorni. L’operazione è a carico del servizio sanitario nazionale.

Mastoplastica correttiva conseguente ad altri interventi.

L’operazione può essere svolta in anestesia locale, con sedazione profonda o in anestesia generale nei casi più gravi o complessi. Se la problematica riguarda la protesi è necessario re-incidere il seno, estrarre la protesi e poi sostituirla, o riposizionarla. Nel caso delle cicatrici, esse verranno asportate e verrà eseguita una nuova sutura. Per correggere un’asimmetria si potranno utilizzare le tecniche della mastoplastica additiva o riduttiva o della mastopessi, a seconda dell’aspetto del seno.

Per quanto riguarda invece la contrattura capsulare il chirurgo potrà scegliere se rimuovere direttamente la capsula (capsulectomia) o se inciderla per estrarre la protesi (capsulotomia). Verrà quindi inserita una protesi nuova e le incisioni suturate. Si tenga presente che la contrattura capsulare può riproporsi, in quanto generalmente non dipende da un cattivo intervento ma dalla reazione dell’organismo. I risultati saranno sicuramente migliori della condizione pre-intervento ma a volte si necessita di trattamenti complementari (mosaic surgery, laser CO2, Dye laser, Fraxel) per stabilizzarli e ottimizzarli.

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Fig.6: Correzione dell’asimmetria mammaria

Costi

Il costo minimo parte da circa 4.500€ ma dipende fortemente dal tipo di intervento e dalle procedure utilizzate.

Controindicazioni ed effetti collaterali

Per potersi sottoporre a qualunque di questi interventi è necessario essere in buona salute. Le incisioni del seno comportano quasi sempre edemi e gonfiori che dovrebbero scomparire autonomamente nel processo di guarigione. Le possibili complicanze riguardano: infezioni, problemi di coagulazione, emorragie o edemi persistenti.

 

Immagini:

Fig.1:  https://youtu.be/tO_utUTeVLA (0:32)

Fig.2: http://goo.gl/ZkFheu

Fig.3: https://youtu.be/Ai4Pf5y4uco (5:27)

Fig.4: https://youtu.be/l9R81zWmUrs (1:46)

Fig.4: https://youtu.be/dR_VCYkQ7MA (1:40)

Fig.5: https://youtu.be/3bE3fEqDvAM (0:23)

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