Mastoplastica correttiva applicata a diverse anomalie

mastoplastica correttiva

Come risolvere le imperfezioni del seno

La mastoplastica non interviene solo per ridefinire o migliorare l’estetica del seno, ma serve anche a risolvere alcune anomalie del seno che comportano disagi sia funzionali che psicologici.

Funzioni

La mastoplastica correttiva è un intervento chirurgico utilizzato per risolvere anomalie e malformazioni del seno. È costituito da un insieme di tecniche specifiche per ogni caso che associano e combinano procedure già ampiamente impiegate in mastoplastica additiva, riduttiva e mastopessi, nonché nella chirurgia estetica in generale. L’intervento è altresì utile per correggere errori o effetti collaterali derivanti da precedenti operazioni al seno, come sostituzioni o riposizionamento di protesi, lifting mal riusciti o problematiche cicatriziali. Nella maggioranza dei casi per poter intervenire è necessario attendere che lo sviluppo del seno sia completo.

Interventi

Per approfondire le anomalie in oggetto potete rifarvi al nostro recente pezzo.

Mastoplastica correttiva della mammella tuberosa.

mastoplastica correttiva
Fig.1: Correzione della mammella tuberosa

L’intervento può essere svolto in anestesia generale o in anestesia locale con sedazione profonda. Esso prevede un’incisione periareolare totale (tecnica round-block) dalla quale si libera la ghiandola mammaria dalle aderenze. Si procede quindi con la cosiddetta espansione ghiandolare che consente una redistribuzione di ghiandola a tutto il seno. Viene infine posizionata una protesi, generalmente anatomica, per restituire al seno forma e volume adeguati. L’intervento può essere praticato ad una sola mammella o bilateralmente, utilizzando protesi diverse per correggerne l’asimmetria. L’operazione dura circa 2-3 ore e richiede un periodo di recupero di 7-10 giorni. La cicatrice rimane collocata al confine tra la pelle scura dell’areola e quella chiara del seno, risultando quindi praticamente invisibile. Il risultato è estremamente duraturo e assicura, se correttamente eseguito, un effetto naturale.

Mastoplastica correttiva dell’anisomastia.

L’intervento avviene in anestesia generale o locale con sedazione. Consiste tendenzialmente nell’inserimento di protesi, in una o entrambe le mammelle. La procedura rispecchia quella di una mastoplastica additiva e il tipo di protesi e il suo posizionamento vengono stabiliti dal chirurgo e dalla paziente durante la visita pre-operatoria. In alcuni casi è possibile associare il trapianto di tessuto adiposo autologo (Lipofilling). L’intervento dura circa 2-3 ore e al termine viene applicato un bendaggio compressivo. Le possibili complicazioni sono le medesime di un intervento di mastoplastica additiva così come pure il decorso post-operatorio.

Mastoplastica correttiva per capezzoli introflessi.

mastoplastica correttiva
Fig.2: Capezzoli introflessi

L’intervento chirurgico avviene in regime di day hospital sotto anestesia locale con sedazione. Si effettua un’incisione periareolare o a livello del capezzolo che consente di recidere le aderenze fibrose o i dotti galattofori. Si procede quindi a suturare sia l’interno del capezzolo per mantenerlo in fuori sia l’incisione esterna. L’intervento dura 30-60 minuti e la medicazione e i punti verranno rimossi dopo 5-7 giorni. È fondamentale sapere che questo tipo di intervento preclude la possibilità futura di allattare.

Esistono eventualmente delle alternative non chirurgiche che mantengono meccanicamente il capezzolo all’esterno: conchiglie per il seno, tiralatte, stantuffi. Il dispositivo più noto è Niplette, uno strumento a forma di capezzolo in materiale trasparente che, creando un vuoto d’aria, spinge il capezzolo ad uscire. Deve essere adoperato per 2-3 mesi e non è detto che risolva stabilmente la problematica. Lo svantaggio maggiore comunque è la difficoltà di nasconderlo sotto i vestiti.

Ultimamente è in via di sperimentazione una tecnica che prevede l’inserimento di un piercing sul capezzolo. Finora i risultati sono stati apprezzati: si inserisce facilmente e velocemente, tiene il capezzolo ancorato all’esterno ed è invisibile. Ancora non è chiaro però se possa costituire una soluzione definitiva in quanto le donne che l’hanno sperimentato hanno scelto di mantenere il piercing.

Mastoplastica correttiva della sindrome di Poland.

La mastoplastica correttiva si occuperà in questo caso solo delle anomalie relative alla mancanza di tessuto ghiandolare. L’intervento consiste generalmente nell’inserimento di una protesi mammaria e può essere svolto in anestesia generale o locale con sedazione profonda. Se però dovesse mancare il muscolo pettorale sarà necessario utilizzare un lembo del muscolo gran dorsale. In questo caso oltre alla cicatrice sul seno ne esiterà anche una trasversale sulla schiena e il paziente avrà bisogno di assistenza per i primi 3-4 giorni. L’operazione è a carico del servizio sanitario nazionale.

Mastoplastica correttiva conseguente ad altri interventi.

mastoplastica correttiva
Fig.3: Correzione dell’asimmetria mammaria

L’operazione può essere svolta in anestesia locale, con sedazione profonda o in anestesia generale nei casi più gravi o complessi. Se la problematica riguarda la protesi è necessario re-incidere il seno, estrarre la protesi e poi sostituirla, o riposizionarla. Nel caso delle cicatrici, esse verranno asportate e verrà eseguita una nuova sutura. Per correggere un’asimmetria si potranno utilizzare le tecniche della mastoplastica additiva o riduttiva o della mastopessi, a seconda dell’aspetto del seno.

Per quanto riguarda invece la contrattura capsulare il chirurgo potrà scegliere se rimuovere direttamente la capsula (capsulectomia) o se inciderla per estrarre la protesi (capsulotomia). Verrà quindi inserita una protesi nuova e le incisioni suturate. Si tenga presente che la contrattura capsulare può riproporsi, in quanto dipende dalla reazione dell’organismo all’impianto. A volte si necessita di trattamenti complementari (mosaic surgery, laser CO2, Dye laser, Fraxel) per stabilizzarli e ottimizzarli.

Costi

Il costo minimo parte da circa 4.500€ ma dipende fortemente dal tipo di intervento e dalle procedure utilizzate.

Controindicazioni ed effetti collaterali

Per potersi sottoporre a qualunque di questi interventi è necessario essere in buona salute. Le incisioni del seno comportano quasi sempre edemi e gonfiori che dovrebbero scomparire autonomamente nel processo di guarigione. Le possibili complicanze riguardano: infezioni, problemi di coagulazione, emorragie o edemi persistenti.

 

Immagini:

Fig.1: https://youtu.be/l9R81zWmUrs (1:46)

Fig.2: https://youtu.be/dR_VCYkQ7MA (1:40)

Fig.3: https://youtu.be/3bE3fEqDvAM (0:23)

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