Mastoplastica additiva, tutto quello che c’è da sapere

mastoplastica additiva

Come aumentare il volume del seno

Un tempo si diceva che il seno perfetto potesse essere contenuto in una coppa di champagne (ispirandosi probabilmente alle forme della regina Maria Antonietta).

Oggi, per chi non è contento della misura del proprio seno, il famoso detto non rappresenta una consolazione. Introduciamo perciò la mastoplastica additiva: intervento che mira ad aumentare il volume del seno quando troppo piccolo o svuotato, in modo da ripristinare proporzioni e favorire l’autostima.

A margine della panoramica, vi forniremo un contatto di qualità a cui rivolgere ulteriori domande o più semplicemente con cui prenotare una prima visita; ci riferiamo al Dottor Andrea Spano, noto esperto in materia.

Funzioni

  • La mastoplastica additiva costituisce il secondo intervento di chirurgia estetica più praticato al mondo, ed è al quarto posto in Italia. Le motivazioni sono svariate: le ragazze più giovani vorrebbero semplicemente un decolleté più pieno, le mamme vorrebbero recuperare la forma e la tonicità del pre-allattamento, donne più mature desiderano riempire il vuoto che si è andato a creare con l’età.
  • L’operazione consiste nell’inserire nella mammella una protesi di silicone che aumenti il volume del seno, senza però creare un effetto artificiale. A questo proposito è fondamentale rispettare le proporzioni del proprio corpo e scegliere le protesi più adeguate. Ciascuna donna, infatti, ha caratteristiche diverse e l’intervento dovrà essere organizzato in modo da risultare il più possibile personalizzato.
  • A quanto pare esisterebbero delle precise indicazioni per quanto riguarda il seno perfetto. Dovrebbe avere un 45% di volume nella parte sopra il capezzolo, e un 55% nella parte inferiore. Il capezzolo inoltre dovrebbe essere inclinato verso l’alto di circa 20 gradi. Al di là di questa follia matematica, la forma naturale del seno è a goccia, con una lieve pendenza verso il basso e i moderni interventi cercano sempre di rispettare il parametro della naturalezza. 

Protesi

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Fig.1

Proprio perché le caratteristiche fisiche variano da donna a donna, la scelta della protesi più adatta è fondamentale per ottenere un risultato naturale e armonico. Le protesi mammarie hanno forme, dimensioni, materiali e texture differenti; sarà compito del chirurgo guidare la paziente nella decisione.                                                                                                        

Tecniche di mastoplastica additiva

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Fig.2: Possibili incisioni

Incisione

A seconda della protesi scelta e delle esigenze della paziente, il chirurgo potrà optare per una delle seguenti incisioni:

  • Sub-ascellare: costituisce un punto d’ingresso ottimale per le protesi tonde e un luogo sufficientemente nascosto per la cicatrice. L’intervento sarà però un po’ più laborioso, come anche un’eventuale sostituzione, poiché si lavora molto vicino ai vasi linfatici.
  • Sottomammaria: l’incisione viene eseguita nel solco sotto la mammella così che la cicatrice risulti nascosta. È l’approccio più agevole per il chirurgo e l’ideale per il posizionamento delle protesi anatomiche. La protesi scivola sotto la ghiandola mammaria senza che sia necessario venirne in contatto.
  • Peri-areolare: si effettua un’incisione attorno all’areola del capezzolo che risulterà in una cicatrice praticamente invisibile sia perché la zona è più scura sia perché è naturalmente rugosa. Questo tipo di scelta però offre un ingresso più piccolo e in alcuni casi prevede un’incisione della ghiandola.
  • Trans-ombelicale: nota anche come TUBA (Trans Umbelical Breast Augmentation) consiste nell’incidere in corrispondenza dell’ombelico per poi creare endoscopicamente un tunnel fino alla mammella. La tecnica azzera il problema legato alle cicatrici ma obbliga all’utilizzo di protesi sgonfie da riempire di soluzione salina una volta posizionate nel seno. Queste protesi assicurano un risultato molto naturale ma sono meno resistenti ai traumi.
  • Trans-addominale: detta TABA (Trans Abdominal Breast Augmentation) prevede il posizionamento delle protesi attraverso la stessa incisione usata per il taglio cesareo o per l’addominoplastica. In un solo intervento è possibile risolvere sia lo svuotamento del seno che il rilassamento addominale senza esitare in cicatrici aggiuntive. Viene particolarmente richiesto dopo la gravidanza.
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Fig.3: Sede retro-ghiandolare

Collocazione della protesi

Sempre nel rispetto dell’individualità della paziente e in accordo con lei, il chirurgo potrà scegliere 3 tipologie di intervento:

  1. Sede retroghiandolare: costituisce il primo approccio ideato per l’intervento. La protesi viene posizionata tra la ghiandola e il muscolo e pertanto è necessario che vi sia una sufficiente quantità di ghiandola e cute per coprire la protesi. Costituisce la tecnica di posizionamento più rapida e meno traumatica per la paziente, che proverà meno dolore nel post-operatorio.
  2. Sede retromuscolare: è la tecnica ideale nel caso in cui vi sia poca ghiandola mammaria o la cute sia poco elastica e quindi sia maggiore il pericolo che la protesi si noti. La protesi viene posizionata dietro il muscolo pettorale ed è pertanto lontana dalla ghiandola e meno visibile.
  3. Sede retropettorale o Dual Plane: rappresenta un approccio più moderno e innovativo. La parte superiore della protesi viene inserita dietro al muscolo pettorale, impedendo che vi sia uno stacco netto tra seno e decolleté, mentre la parte inferiore rimane dietro la ghiandola, evitando che il seno risulti troppo rigido. L’effetto sarà più naturale e diminuirà il pericolo di spostamento della protesi.
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    Fig.4: Sede sotto-muscolare

Alternative alla chirurgia

L’opzione alternativa, ad esempio per chi non volesse introdurre nel proprio corpo un oggetto estraneo, è l’utilizzo di tessuto adiposo autologo (lipofilling), cioè prelevato dalla paziente stessa. 

Un’altra possibilità è quella di utilizzare acido ialuronico ad alta densità da iniettare direttamente in sede. L’aumento sarà comunque moderato ma l’effetto risulterà immediato e naturale.

Applicazioni

La mastoplastica additiva è consigliata in caso di:

  • Ipoplasia mammaria (seno poco sviluppato);
  • Perdita di volume post-gravidanza e allattamento;
  • Ipotrofia mammaria (seno piccolo);
  • Asimmetria;
  • Alterazione di volume e forma in seguito ad un forte dimagrimento;
  • Ptosi mammaria dovuta all’età o a fattori congeniti.

Intervento

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Fig.5: Inserimento Dual Plane

Mai come in questo caso la visita pre-intervento è essenziale. Il chirurgo valuterà la salute della paziente ed effettuerà una serie di controlli per offrire un aumento che sia il più naturale e personalizzato possibile.

La mastoplastica additiva può avvenire in anestesia generale con una notte di ricovero o in anestesia locale sotto sedazione. In quest’ultimo caso la paziente potrà lasciare la struttura dopo qualche ora dal risveglio. Dopo aver effettuato l’incisione, il chirurgo procederà con la creazione di una tasca nella sede stabilita per accogliere la protesi. L’incisione viene chiusa ad arte, con punti di sutura sottilissimi.
L’intervento dura circa 1 ora e richiede 7-10 giorni di riposo, durante i quali si dovrà avere cura di non bagnare la medicazione. La paziente dovrà indossare un reggiseno compressivo per qualche giorno; in alcuni casi potrebbero essere applicati dei drenaggi da mantenere per 1-3 giorni. L’attività fisica potrà essere ripresa dopo 4 settimane e l’esposizione al sole potrà avvenire solo avendo cura di coprire adeguatamente le cicatrici.

Risultati

I risultati di una mastoplastica additiva sono tendenzialmente duraturi e possono accompagnare anche tutta la vita della paziente. Tuttavia, l’invecchiamento e il cedimento dei tessuti possono portare ad una modifica dell’aspetto del seno; in questo caso si potrà intervenire con una mastopessi. Gli effetti sono visibili già da subito, ma bisognerà attendere l’attenuarsi del gonfiore per apprezzare il risultato finale.

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Fig.6: Prima e dopo

Per non lasciare nulla al caso, l’evoluzione tecnologica ci dà la possibilità di avere un’anteprima del risultato finale. Molti chirurghi infatti dispongono di un programma di elaborazione computerizzata delle immagini. In seguito all’inserimento dei dati reali ottenuti durante la visita, esso rimanda un’immagine 3D di come potrebbe sembrare il seno a mastoplastica additiva ultimata. Per chi non potesse contenere la curiosità, il sito crisalix.com offre lo stesso servizio. Basta iscriversi e caricare tre foto per vedere la propria simulazione 3D.

Costi

Il costo di una mastoplastica additiva oscilla tra i 6.000€ e gli 8.000€.

Controindicazioni ed effetti collaterali

Dopo una mastoplastica additiva potrebbero presentarsi gonfiore, intorpidimento e dolore. Le possibili complicanze riguardano: ematomi, infezioni, sensibilizzazione o dolore prolungato. In alcuni casi è possibile dover ripetere l’intervento.

Nota Bene

– Chi è di costituzione magra, e può sentire le costole con il dito ai lati del seno, è più probabile che potrà avvertire anche la protesi.

– Più la protesi è grande più verrà richiesto alla cute uno sforzo per stirarsi e accoglierla. È pertanto possibile che il decadimento cutaneo verrà anticipato.

– Se non viene intaccata la ghiandola, la capacità di allattare non sarà compromessa.

 

Dott. Andrea Spano

Dirigente dell’Istituto Nazionale Tumori, mano esperta nel settore della chirurgia plastica ed estetica con più di 10.000 interventi all’attivo e oltre vent’anni d’esperienza. Il dottor Andrea Spano, specialista e pioniere della mastoplastica additiva a Milano, riceve nella struttura theClinic, nel centro di Milano, ed il suo operato si contraddistingue per l’attenzione dedicata alle tradizionali procedure di lifting, cui associa brillantemente tecniche innovative e grande attenzione al benessere del paziente. Come Coordinatore del servizio di Microchirurgia assicura vieppiù l’osservazione e la messa a punto di un iter volto a restituire cicatrici ridotte e sempre meno visibili.

Filosofia

Autore e co-autore di numerose pubblicazioni scientifiche indicizzate in PUBMED, il Dottor Spano riceve presso il suo ambulatorio privato a due passi dal Duomo: theClinic. La sua filosofia parla chiaro. V’è un progetto ed una sfida da sostenere, un campo in cui esprimersi senza lasciare che la routine possa interdire la passione, la capacità di reinventarsi. In questi termini, niente è mai dato una volta per tutte, ed il benessere del paziente può essere ogni giorno reinventato e implementato.

Gli interventi e l’opinione dei pazienti

In questa prospettiva, e nel dettaglio in termini di estetica votata al ringiovanimento, muovendo dall’assunto che non si dà bellezza senza armonia e naturalezza, il dottor Spano si avvale di tecniche decisamente soft come laser e filler riassorbibili, per volgere dunque a tecniche di maggiore impatto correttivo come il lipofilling e il MACS lift. Il primo, consiste nell’impiego di grasso autologo per restituire volume e tridimensionalità a regioni cutanee soggette a ptosi, il secondo invece concentrandosi sulla porzione inferiore del viso ed in ragione della minore invasività assicura tempi di recupero più brevi rispetto alla tradizionale procedura di sollevamento.

Migrando alla cura del corpo, siamo dunque a citare il sollevamento del seno o mastopessi per una regione soggetta a rilassamenti e svuotamenti. Quanto a feedback dei pazienti, è sufficiente rifarsi alla realtà web di Andrea Spano alla voce Testimonianze per apprezzare il nutrito elenco di voci dirette in merito. In aggiunta, statistiche riferite su oltre 1000 pazienti e di fatto pubblicamente consultabili supportano e rimarcano con trasparenza oggettiva la bontà del giudizio globale sull’operato.

Perché il dottor Spano…

La qualità dev’essere sempre al primo posto, ed un professionista non lesina mai sulla qualità dei prodotti nel tentativo di rendere appetibile la propria struttura. Perché sale operatorie “sotto-costo” non ospitano valori come esperienza e dedizione. E infine perché il rispetto dei volumi naturali e l’ascolto del paziente non debbono intendersi quali extra, variabili discrezionali esulanti dall’intervento in sé. In ultima, perché il paziente si possa sentire massimamente tutelato.

Per prendere contatti con il dottor Andrea Spano è sufficiente compilare il form di contatto presente sul sito web o in alternativa rifarsi al recapito: +39 347.0828452.

Fonti:

http://www.sicpre.it/wp-content/uploads/2015/12/15.pdf

Immagini:

Fig.1: https://youtu.be/BCItapVuLY4 (0:08)

Fig.2-3-4-5: https://youtu.be/cj6kdHpdA8w (1:51) (3:33) (4:03) (3:49)

Fig.6: https://youtu.be/ImlEA0K64l4 (3:13)

 

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