Patologie del piede: un aiuto dalla chirurgia plastica

Patologie del piede

Dall’alluce valgo alla sindattilia, consigli e rimedi

Per quanto diffuse, raramente si sente parlare di patologie del piede. Questa tendenza però ci conduce solamente a sottovalutarne i sintomi. Le problematiche legate ai piedi comprendono deformazioni articolari, ossee, disturbi circolatori e, più spesso di quanto si creda, cattiva postura. L’unico modo per risolverle è l’intervento chirurgico.

Alluce valgo e quinto dito varo

patologie del piede
Fig.1

L’alluce valgo ed il quinto dito varo sono due patologie del piede distinte, ma accomunate dal fatto che entrambe rappresentano delle deformità, dell’alluce nel primo caso e del mignolo nel secondo. Esteticamente si presentano come protuberanze ossee alla base del dito colpito, che contemporaneamente viene spinto verso il centro del piede. Oltre all’estetica, chiaramente non piacevole, queste problematiche sono accompagnate da dolore, sia nell’indossare determinate scarpe sia nel camminare. Se non vengono curate tempestivamente il dito colpito potrebbe causare l’accavallamento degli altri.

Oggi la tecnica per la correzione dell’alluce valgo è di tipo mininvasivo. Essa prevede la somministrazione di un’anestesia locale e l’utilizzo di micro-strumenti, come un minuscolo bisturi e delle piccolissime frese motorizzate per levigare l’osso. Ha una durata di circa 10-15 minuti e termina con un bendaggio che verrà rimosso solamente dopo 15-20 giorni. Grazie ad apposite calzature, il paziente potrà stare in piedi e fare qualche piccolo passo già dopo un’ora.

La tecnica impiegata per la correzione del quinto varo prevede plastiche cutanee, osteotomie dell’osso ed allungamenti dei tendini, sempre praticate in anestesia locale.

Dito a martello e a griffe

patologie del piede
Fig.2

Il dito a martello ed il dito a griffe sono invece patologie del piede caratterizzate da una deformazione dell’articolazione delle falangi, che fa apparire il dito piegato ad angolo nel primo caso o a forma di arco nel secondo. L’attrito che viene a crearsi provoca dolore quando si indossano le scarpe, e può generare calli ed ulcere e nei casi più gravi la lussazione dell’articolazione. L’intervento impiegato per curare queste patologie si svolge in anestesia locale. Si praticano alcune micro incisioni, attraverso le quali si andrà a fissare la testa della falange nella posizione corretta con dei fili riassorbibili. Infine, verranno applicati i punti di sutura che saranno rimossi dopo circa 15 giorni.

Brachimetatarsia

La brachimetatarsia è un’anomalia causata dalla chiusura prematura della cartilagine durante la crescita. Essa provoca il mancato sviluppo delle dita colpite, che risultano così più corte delle altre. I fastidi legati a questa patologia del piede sono per lo più estetici, tuttavia possono causare anche difficoltà motorie a danno del piede stesso e della schiena. Le tecniche chirurgiche che intervengono in questo caso sono di due tipi:

  • AUTOINNESTO OSSEO: prelievo di un frammento osseo dal paziente stesso ed innesto nel metatarso problematico tramite un fissaggio con fili, viti o placche. La deambulazione è immediata ma sarà necessario indossare una speciale scarpa per almeno 45 giorni.
  • DISTRAZIONE PROGRESSIVA: utilizzo di un fissatore esterno ancorato all’osso da allungare che mira ad allontanare fra loro due frammenti ossei, così da stimolare la formazione di un callo che andrà a ripristinare la normale lunghezza del dito. L’allungamento richiede almeno 40-50 giorni con una progressione di circa 1 millimetro al giorno; l’intero procedimento dura quindi 2-3 mesi.

Sindattilia

patologie del piede
Fig.3

La sindattilia è una malformazione congenita che vede due o più dita unite come se fossero palmate. Tale unione può essere parziale o totale, ovvero interessare tutta la lunghezza delle dita coinvolte; può inoltre interessare solamente la pelle come anche ossa e tendini. Si presenta sin dalla nascita e generalmente interessa il medio e l’anulare di uno o di entrambi i piedi. Non crea particolari disagi, tuttavia, se lo si desidera, vi è la possibilità di separare le dita mediante intervento chirurgico. Fa parte delle patologie del piede più diffuse. Sembra possedere una componente genetica e colpisce maggiormente gli individui maschi.

L’intervento è abbastanza semplice: basta separare le due dita e richiudere, mediante punti di sutura, i due lembi di pelle opposti per ogni dito. Nel caso la pelle presente non bastasse, si procederà con un innesto di cute prelevata da altre zone del corpo, come la coscia. L’attività sportiva dovrà assolutamente essere interrotta ma, grazie ad apposite calzature, già dopo 2-3 giorni (nel caso di sindattilia della cute) sarà possibile compiere qualche piccolo passo.

Chirurgia estetica

Cenerentola
Fig.4

Negli ultimi anni la chirurgia dei piedi si è estesa anche a problematiche puramente estetiche, assumendo il titolo di Cinderella surgery, ovvero “chirurgia di Cenerentola”. Il nome richiama ovviamente alla memoria la storia di Cenerentola ed in particolare della scarpetta di cristallo. Non vi è nome più azzeccato dal momento che questa serie di interventi mira proprio a perfezionare ogni tipologia di piede:

  • liposuzione del piede: allo scopo di snellirlo;
  • foot tuck: innesto di adipe nel tallone in modo da attutire il dolore causato dai tacchi;
  • foot filler: acido ialuronico iniettato direttamente nella pianta del piede;
  • perfect 10: per accorciare le dita “eccessivamente lunghe”.

 

 

Immagini:

 

Fig.1: https://youtu.be/JLprskVfUeY

Fig.2: https://youtu.be/ujMFIwxff8E

Fig.3: https://youtu.be/ViI-ua8ILoA

Fig.4: https://youtu.be/CEAJueuI2XE

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