La diastasi dei muscoli retti spiegata dal Dott. Bollero

diastasi

Diastasi Addominale

Come abbiamo già avuto modo di notare parlando di Mommy Makeover, la gravidanza è un’esperienza indimenticabile che tuttavia può lasciare alcuni segni indesiderati sul corpo delle mamme. Tra questi va menzionata anche la diastasi dei muscoli retti, un disturbo caratterizzato dalla sporgenza anomala dell’addome.

Abbiamo chiesto al Dott. Bollero di aiutarci a capire di cosa si tratti e come sia possibile intervenire.

Dottore, grazie di essere con noi per affrontare una problematica diffusa ma di cui non si sente parlare spesso.

Buongiorno a tutti. È senz’altro vero, la diastasi dei muscoli retti è un tema che spesso provoca imbarazzo nelle mamme e che quindi si tende a tenere nascosto. Ma è importante far presente a queste donne che non sono sole e che l’inestetismo può essere corretto.

Questa è un’ottima notizia! Ma andiamo con ordine.

 Dottore, che cos’è la diastasi dei muscoli retti?

Si tratta di un distacco eccessivo dei muscoli retti dell’addome lungo una linea verticale mediana che dallo sterno arriva al pube, la cosiddetta linea alba. Tale separazione è fisiologica subito dopo un parto, ma in genere si risolve tra le 8 e le 12 settimane successive. In alcuni casi, però, la pancia sembra proprio non voler tornare come prima.

Cause

Da che cosa è causata?

La diastasi dei muscoli retti è un difetto anatomico che può presentarsi anche negli uomini, ma che solitamente è riferita alle donne in fase post-partum. Il feto, infatti, crescendo, esercita una pressione sulla parete addominale che causa lo stiramento del muscolo retto addominale. Viene di solito indicata dalle mamme come una pancia gonfia, sporgente anche a riposo, come se fosse in corso un’altra gravidanza.

Una problematica esclusivamente estetica quindi?

Non solo, no. La diastasi dei muscoli retti, infatti, può essere collegata anche a manifestazioni dolorose di schiena e bacino, dovute a squilibri posturali causati da un mancato contenimento addominale.

E tuttavia, anche l’aspetto estetico non può essere liquidato così rapidamente. È vero che con la diastasi è possibile convivere, ma questo non significa che per alcune donne essa non sia fonte di disagio e insicurezze. La chirurgia è pronta ad intervenire per risolvere sia il lato funzionale che quello estetico.

Diagnosi

Come si può riconoscere la diastasi dei muscoli retti e quindi distinguerla, ad esempio, da semplice gonfiore addominale?

Una prima valutazione può essere effettuata in autonomia osservando la zona addominale in posizione supina, come sul punto di svolgere un esercizio di addominali. In presenza di diastasi, si potrà notare una striscia sporgente tra lo sterno e l’ombelico; rilassandosi poi sarà sufficiente poggiare le dita sull’area per avvertire la breccia creatasi tra i due lati del muscolo.

Ad ogni modo, una vera e propria diagnosi può avvenire soltanto con un’ecografia della parete addominale, che sarà in grado di segnalare anche la presenza di eventuali ernie associate.

Che cosa fare in caso di esito positivo?

Il colloquio con un chirurgo esperto rappresenta senz’altro il passaggio successivo. Del resto, l’intervento chirurgico è, ad oggi, l’unica soluzione per riavvicinare in modo definitivo i ventri muscolari.

La diastasi addominale, inoltre, può non essere l’unico problema. Nella valutazione globale, infatti, bisogna tenere conto anche della condizione della cute e della presenza di tessuto adiposo.

È importante altresì individuare il momento migliore per intervenire. Se si progettano altre gravidanze, ad esempio, è preferibile attendere, per non vanificare i risultati raggiunti in sala operatoria.

Intervento

Dottore, come si svolge l’intervento?

Personalmente prediligo un approccio migliorativo di tutta la parete addominale, avanzando da un’incisione bassa, se possibile coincidente con il taglio cesareo. Procedo poi al riavvicinamento dei capi muscolari mediante una sutura diretta per assicurare una maggiore tenuta e al tempo stesso un basso rischio di recidive.

La correzione della diastasi può durare da 1 a 3 ore, a seconda che vi si associno ulteriori interventi, quali la liposuzione o l’asportazione delle smagliature sotto ombelicali.

L’anestesia dipende dal tipo di intervento, ma nella maggior parte dei casi si tratta di un’anestesia generale. Questo aspetto, comunque, verrà discusso durante le visite preoperatorie, così come altri aspetti essenziali, quali il dolore e gli accorgimenti post-operatori.

E per chi non volesse o potesse sottoporsi ad un intervento?

Sebbene la diastasi addominale non possa essere corretta in altro modo che quello chirurgico, può tuttavia essere limitata con l’esercizio fisico. Sotto stretto controllo di un fisioterapista o di un istruttore esperto, infatti, si possono rafforzare i muscoli e tonificare la cute, riducendo al tempo stesso eventuali dolori a schiena e bacino.

Esercizi mirati, inoltre, sono utili anche a coloro che si sono già sottoposti all’intervento, al fine di mantenere i risultati ottenuti. A questo scopo ho inserito nel mio team una personal trainer che segua le pazienti nello svolgimento dell’attività fisica.

 

Per saperne di più sul post-operatorio e sulla guarigione potete rifarvi a questo articolo; per ulteriori informazioni, invece, potete contattare il dottore attraverso il form presente sul suo sito, o al numero 347.906.94.44.

diastasi
Il dott. Daniele Bollero è presidente di CUTE Project Onlus e dirigente medico di I livello al Reparto Chirurgia Plastica Traumatologica e Centro Ustionati presso l’Ospedale C.T.O. di Torino