TOS: Terapia ormonale sostitutiva e cambio di sesso

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La transizione FtoM ed MtoF

Come spiegato in un nostro articolo, al soggetto transessuale cui sia stato diagnosticato il DIG (Disturbo dell’identità di genere), è dischiusa la possibilità di intraprendere un ciclo di trattamenti ormonali noto come TOS (Terapia ormonale sostitutiva). Lo scopo è quello di favorire un graduale adeguamento dei caratteri sessuali secondari (la conformazione fisica) al genere d’orientamento (maschile o femminile) opposto al sesso di nascita (donna o uomo).

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In altri termini, la TOS è volta a garantire alle MtoF l’attenuazione della mascolinità e agli FtoM la possibilità di guadagnare un aspetto più virile.

Sotto il controllo di un endocrinologo, il trattamento viene calibrato sulla specificità del singolo soggetto.

Al termine della somministrazione sarà possibile presentare domanda di RCS (riassegnazione chirurgica del sesso) al Tribunale competente. Ad ogni modo quest’ultima può non essere un passaggio obbligatorio. La ricostruzione di un apparato genitale maschile o femminile, infatti, ad oggi non è più imprescindibile per ottenere la rettifica anagrafica (e dunque burocratica) del sesso.

Preliminarmente alla TOS ed ottenuto il nullaosta psico-diagnostico, vengono predisposti i debiti esami di laboratorio e sarà buona regola ripeterli ad intervalli di 3-6 mesi per l’intero ciclo trapeutico. Gli appuntamenti di check-up saranno comunque segalati dall’endocrinologo a scadenza regolare ed in base ai dosaggi di ormoni. I livelli di questi ultimi, non a caso, variano in base alla massa corporea di ciascun paziente nonché a seconda delle sue predisposizioni genetiche. Giocoforza, il fai da te (come tal volta avviene) è una pratica sconsigliata a ragione degli alti tassi di rischio.

Vale la pena infine sfatare un mito: la pillola anticoncezionale non può essere definita un’adeguata fonte di estrogeni.

Gli ormoni sessuali

Svolgono importanti funzioni sin all’infanzia: regolano l’energia metabolica, la massa muscolare, la libido, la densità ossea, la memoria e ancora gli stati emotivi e la circolazione.

Gli estrogeni favoriscono lo sviluppo delle caratteristiche femminili secondarie. Nel dettaglio regolano la tiroide, il ciclo mestruale, la distribuzione dell’adipe sul corpo e svolgono peraltro un’azione saliente verso la prevenzione dei rischi cardiovascolari o aterosclerotici. D’altro canto, un eccesso degli stessi può aumentare il rischio di sviluppare il tumore alla mammella. Nell’uomo invece, parallelamente al declino del testosterone o alla sua conversione, può subentrare ginecomastia, calo della libido, disfunzioni erettili e infertilità.

Il sopracitato testosterone figura fra gli androgeni ed è propriamente l’ormone deputato allo sviluppo delle caratteristiche sessuali secondarie maschili. Ha perciò proprietà anaboliche, un ruolo di primo piano nella regolazione della sintesi proteica, nella crescita dei peli, nell’aumento della libido e nella spermatogenesi.

Il rapporto fisiologico di androgeni ed estrogeni nell’uomo è compreso fra i 300 ed i 1100 nanogrammi per decilitro ed i 50 picogrammi per millilitro. Nella donna, invece, fra i 10 ed i 100 nanogrammi per decilitro (dunque con valori notevolmente inferiori ai precedenti) e quindi fra i 25 ed i 700 picogrammi per millilitro.

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Female to Male (FtoM)

La somministrazione di androgeni al sesso femminile è tanto più efficace quanto più orbitante alla fase post-puberale (giovane adulto).

La TOS FtoM ha dunque come scopo l’induzione delle caratteristiche maschili.

In primis, si assiste alla comparsa di peli in proporzione variabile su tutto il corpo ed in capo a qualche anno altresì nella regione mentoniera, con barba e baffi.

Le mestruazioni scompaiono e occasionalmente si osserva un sensibile aumento di dimensioni del clitoride. Parimenti, specie se il processo è coadiuvato da un adeguato esercizio fisico, si assiste ad ipertrofia muscolare ed aumento di peso. Non particolarmente consistenti sono invece le riduzioni della mammella. I capelli rallentano la crescita, la voce si modifica, scendendo su tonalità più basse. Ad ogni modo, la TOS non promuove la crescita del pomo d’Adamo né influisce sulla struttura ossea.

Sono peraltro osservabili un aumento dell’aggressività e della carica sessuale, così come si può assistere a brusche variazioni d’umore.

Androgeni

Come si accennava poc’anzi, la somministrazione di ormoni a dosaggi più elevati se per un verso garantisce l’ottenimento dei risultati più rapidamente (a patto però di non sacrificare la sicurezza del paziente), nulla può sulla predisposizione genetica dello stesso.  In altri termini, si può ridurre il tempo di assunzione (che di norma può arrivare sino a 4 anni) ma non migliorarne il decorso.

La somministrazione degli androgeni si avvale di tre differenti approcci: orale, transdermico e intramuscolare. La prima fattispecie è probabilmente la più comoda ma ingenera un alto stress per reni e fegato; la seconda invece, sebbene più costosa, ne riduce il danno collaterale.  L’iniezione intramuscolare è di norma la preferita.

Rischi

Fra i rischi generali di una TOS FtoM, la possibilità di assistere ad uretriti, aumento della pressione arteriosa provocata anche dalla riduzione del colesterolo HDL, nonché un affaticamento renale ed epatico con alterazioni digestive.

Si ricorda infine che è necessario proseguire l’assunzione di ormoni androgeni anche nell’eventuale post-operatorio (cambio di sesso), prevedendo cicli di mantenimento. 

 

Male to Female (MtoF)

Parimenti, la somministrazione di estrogeni al sesso maschile è tanto più efficace quanto più orbitante in fase puberale o adottata dal giovane adulto. La TOS MtoF, con una durata variabile di norma ricompresa fra i 4 ed i 5 anni, lenisce le caratteristiche sessuali secondarie maschili per indurre quelle femminili.

Il seno aumenta, sebbene la sua foggia finale sia dovuta alla predisposizione del soggetto, e vari da caso a caso. Anche la localizzazione adiposa trasmigra dalla pancia a fianchi e glutei. L’epidermide si assottiglia e si fa progressivamente più sensibile al pari delle unghie. Al contrario, il cuoio capelluto si inspessisce.

Si può assistere a brusche variazioni d’umore e ad un generale calo della libido. Le erezioni diminuiscono di intensità e di frequenza, così come i livelli di fertilità e la produzione di spermatozoi.

Estrogeni

Come sopra, la somministrazione di estrogeni si avvale degli stessi tre differenti approcci.

La TOS MtoF non riduce il pomo d’Adamo, né assottiglia o eleva il tono della voce. La struttura ossea rimane nella sostanza inalterata così come la peluria mentoniera; vale la pena notare che in soggetti particolarmente predisposti essa non viene nemmeno ridotta significativamente.

Rischi

Fra i rischi generali di una terapia ormonale sostitutiva troviamo la comparsa di tromboflebiti (insufficienza venosa), l’aumento di concentrazione di prolattina nel sangue, l’insufficienza renale ed epatica con calcoli, nonché – specie se genetico-ereditario – l’aumento della possibilità di accusare un cancro alla mammella. Non da ultima, l’eventualità di incorrere nella depressione ed in cronici cali di energia. A tal proposito, specie nel post-intervento, oltre al proseguimento nella terapia di estrogeni, è prevista l’abbinata di testosterone.

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