Sbiancamento Denti a Casa e Professionale

Sbiancamento

 

Cos’è

Lo sbiancamento denti è uno tra i trattamenti di estetica dentale più richiesti in assoluto. Avere i denti bianchi, infatti, incide sia sull’aspetto del viso e del sorriso, che sulla psicologia del soggetto; non da ultimo infine denti sani e ben curati sono di norma associati al colore bianco. 

Dobbiamo tuttavia approntare una breve considerazione preliminare sullo smalto. A dispetto di quanto si possa immaginare, infatti, ad attribuire il colore ai denti non è quest’ultimo, di fatto traslucido, bensì la dentina; essa, tuttavia, non è affatto bianca ma di tonalità variabile ricompresa fra il grigio tenue e il giallo, passando per l’avorio. Di base, dunque, il colore dei denti è geneticamente determinato e, anche per chi ha più fortuna, il bianco non sarà mai assoluto e perfetto.

I trattamenti per sbiancare i denti, dunque, possono senza dubbio illuminarli e schiarirli, ma non potranno conferire loro un colore diverso da quello di partenza. Se non si è soddisfatti di ciò di cui madre natura ci ha dotati, si dovrà ricorrere alle faccette dentali o veneers.

Curiosità

Anche i denti bianchi possono diventare un’ossessione.

Si parla in questo caso di biancoressia.

Le cause dei denti gialli

sbiancamento

Lo smalto dentale è composto da cristalli, in alcune zone peraltro non perfettamente compatti. In queste fenditure non solo si embricano i batteri responsabili della carie, ma anche sostanze e particelle che alla lunga ingialliscono i denti. Ad esempio:

  • Liquirizia;
  • Spinaci;
  • Caffè, tè e vino rosso;
  • Aceto balsamico e salsa di soia;
  • Lamponi, more, ciliegie, mirtilli;
  • Coloranti alimentari;
  • Collutori a base di clorexidina;
  • Sigarette;
  • Farmaci (tetracicline).

Anche il naturale invecchiamento può essere responsabile di un progressivo ingiallimento dei denti, così come la placca e il tartaro. In quest’ultimo caso, è necessario, prima di tutto, sottoporsi ad un’accurata pulizia dei denti professionale. – Per maggiori dettagli, leggete il nostro articolo in merito.

Per rimediare a questa opacizzazione, si può ricorrere a diverse strategie di sbiancamento denti.

Curiosità

Il desiderio di denti bianchi e splendenti non ci accomuna proprio tutti al mondo.

Gli Ann birmani, infatti, altrimenti detti la tribù dai denti neri, sfoggiano con orgoglio la propria dentatura scura, causata dalle bacche che sono soliti masticare.

Applicazioni

Come abbiamo anticipato, dunque, la tonalità della veste dentinale è legata alla genetica dell’individuo. Ognuno ha la propria. Vi sono individui con denti perlacei ed altri meno brillanti. 

Quando ci si sottopone ad uno sbiancamento denti, è importante innanzitutto calibrare le proprie aspettative di bianco. Le principali tecniche per sbiancare i denti, infatti, agiscono più o meno in profondità ma sempre e comunque all’interno del range cromatico di partenza.

In questo senso, il trattamento è indicato per risolvere discromie dentali superficiali e più profonde e macchie dentali lievi, anche su denti devitalizzati. Tuttavia, lo sbiancamento denti non ha effetto su protesi dentali, otturazioni e, in generale, su tutto il materiale di restauro non “naturale”.

Curiosità

Lo sbiancamento denti ha origini antichissime. Pare, infatti, che fosse praticato già dai Fenici e dagli Antichi Romani per mezzo di un impasto a base di cera e urea da applicare sui denti.

Tipologie

Lo sbiancamento dentale può essere di due tipi:

  1. Meccanico: si effettua in genere per sfregamento in modo da eliminare la patina giallastra che ricopre il dente;
  2. Chimico: agisce mediante apposite sostanze decoloranti.

Inoltre, per sbiancare i propri denti ci si può affidare al dentista oppure si possono tentare alcune tecniche domiciliari. Lo sbiancamento ambulatoriale sarà giocoforza più profondo e accurato; tuttavia, soprattutto nei casi più superficiali, si può raggiungere un discreto risultato anche comodamente da casa. 

Sbiancamento Professionale

sbiancamento

Esistono di base due metodi per lo sbiancamento denti professionale.

Il primo è interno e finalizzato ai denti devitalizzati; il secondo è invece di tipo esterno ed è noto come bleaching (candeggio). 

Entrambe le metodiche si basano sull’utilizzo di un agente sbiancante chimico – perossido di idrogeno o di carbammide – potenziato in alcuni casi da sorgenti luminose. Questi composti agiscono liberando molecole d’ossigeno che disgregano i pigmenti responsabili dell’ingiallimento dentale. Approfondisci l’argomento con il nostro pezzo sul sistema Brite Smile.  

Sbiancamento denti non vitali

I denti devitalizzati o necrotici tendono ad ingrigire con il tempo fino a diventare anche molto scuri e antiestetici. La tecnica di sbiancamento in questo caso inizia con un controllo dell’otturazione canalare seguito da una pulizia accurata della camera pulpare per eliminare qualsiasi residuo della devitalizzazione. 

Si procede quindi ad inserire il composto sbiancante all’interno della corona dentale per poi attendere dai 3 ai 5 giorni. Questa tecnica, non a caso, è chiamata Walking Bleach (Candeggio passeggiando) poiché il paziente torna a casa e continua le sue attività mentre avviene lo sbiancamento.

Al termine del periodo di posa si valuta l’effetto ed eventualmente si cambia o si potenzia il gel sbiancante. Il risultato può essere affinato facendo seguire allo sbiancamento interno, una seduta di sbiancamento esterno.

Bleaching

Sbiancamento

Si tratta di un trattamento ambulatoriale chiamato anche “sbiancamento denti alla poltrona”. Il dentista principierà valutando il colore di partenza dei denti. Lo sbiancamento infatti procede per gradi, per un numero di sedute variabile da 2 a 4 a seconda dei risultati auspicati.

Verrà quindi applicata la cosiddetta diga liquida sulle gengive e sui colletti scoperti per proteggere la mucosa dall’azione dell’agente sbiancante. Quest’ultimo viene applicato sui denti direttamente o per mezzo di apposite mascherine, e poi lasciato agire tra i 15 e i 30 minuti.

È possibile associare al composto sbiancante anche la polimerizzazione della sostanza mediante laser (a diodo o argon) o lampada led. Il gel si farà quindi rigido, in grado di fungere da barriera protettiva.

Se la procedura di sbiancamento è avvenuta correttamente, il paziente non percepirà alcun dolore e potrà riprendere le normali attività masticatorie sin dall’immediato. È necessario ad ogni modo astenersi dal fumo e dal consumo di alimenti come caffè e tè per almeno una settimana.

Il trattamento non è da intendersi a carattere definitivo, ed è possibile ripeterlo in capo a 6-12 mesi.

Attenzione

Poiché lo sbiancamento non agisce su otturazioni e materiale protesico, qualora essi si trovino in posizione anteriore vanno rifatti per adattarsi alla nuova tonalità. 

I costi dello sbiancamento dentale

L’intervento di sbiancamento denti viene eseguito pressoché in ogni studio dentistico, e sarà sufficiente rivolgersi al proprio igienista dentale di fiducia per avere un preventivo. In media, comunque, il costo dell’intervento si aggira attorno ai 300-500 euro.

Rischi e controindicazioni

Sono da ritenersi candidati non idonei allo sbiancamento, tutti coloro che presentassero patologie parodontali (carie) o non precedentemente sottoposti a detartrasi.

In linea generale il trattamento non comporta effetti collaterali rilevanti. È possibile d’altra parte che il paziente accusi un lieve o medio fastidio di sensibilità dentale e leggera irritazione gengivale.

Sbiancamento Domiciliare

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Le strategie di sbiancamento denti “casalinghe” sono più economiche, ma presentano gradi di efficacia variabili, in genere inferiori rispetto al trattamento ambulatoriale. 

Vogliamo comunque sottolineare che denti bianchi e sani cominciano anzitutto da una corretta e regolare pulizia del cavo orale, avvalendosi sia di uno spazzolino morbido, che di un buon collutorio; e infine, mai dimenticare il filo interdentale.

Curiosità

I denti andrebbero lavati al termine di ogni pasto, sebbene non subito dopo, specificano gli esperti. Gli zuccheri e gli acidi alimentari infatti indeboliscono momentaneamente lo smalto, e dunque strofinando si rischierebbe di causare più danno che beneficio.

Mascherine trasparenti

Dietro attenta valutazione, la pratica di sbiancamento può essere eseguita anche da casa, seguendo le indicazioni del proprio dentista di fiducia. Sarà infatti lo specialista a fornire al paziente delle mascherine dentali rappresentanti l’esatto calco dei denti.

Al loro interno verrà inserita una data quantità di agente sbiancante in basse concentrazioni da mantenere in posa per un tempo variabile dalla mezzora alle 4 ore. L’operazione va ripetuta tutti i giorni fino anche alle due settimane.

Ogni dettaglio di questa tecnica viene stabilito dal dentista che provvederà anche ad istruire il paziente sul modo corretto di indossare le mascherine dentali e per quanto tempo prolungare il trattamento.

Kit sbiancamento denti a led

Rappresenta uno dei metodi di sbiancamento domiciliare più apprezzati, in quanto abbina all’efficacia di alcuni agenti sbiancanti una speciale lampada led. Nel kit è contenuta anche una mascherina sulla quale andranno applicati i composti chimici, per poi inserirla in bocca. A questo punto basta solo attivare i led con l’apposito pulsante e lasciare agire per qualche minuto. 

L’operazione va eseguita più volte durante il giorno, per una durata complessiva di circa un paio di settimane.

Strisce sbiancanti

Altro metodo piuttosto diffuso – soprattutto fino a qualche anno fa – consiste in striscette adesive impregnate di agenti sbiancanti. Esse vanno applicate sui denti e lasciate agire circa 30 minuti, due volte al giorno per due settimane totali. 

Sebbene il metodo si riveli piuttosto sicuro, è difficile far aderire le strisce sbiancanti ai denti in modo uniforme e l’efficacia è medio-bassa.

Dentifricio sbiancante

Nella maggior parte dei casi, si tratta di paste dentifricie abrasive che operano uno sbiancamento denti abbastanza superficiale. Dal momento che consumano lo smalto dentale, è opportuno non eccedere nell’utilizzo di tali prodotti.

Penna sbiancante

La novità più in voga per lo sbiancamento domiciliare è senz’altro la penna sbiancante. L’effetto è piuttosto rapido e l’uso è sicuro purché ci si tenga lontani da labbra e gengive. Il metodo di applicazione è molto semplice vista la foggia della penna simile ad un pennello da passare su ogni dente per distribuire le sostanze sbiancanti al suo interno. Si lasciano poi agire per qualche minuto e in alcuni casi aiutano anche a rafforzare lo smalto e diminuire quindi la sensibilità dentale.

Attenzione

Per disposizione del Ministero della Salute i prodotti sbiancanti dentali in commercio, dedicati al consumatore finale, non possono contenere più del 6% di perossido di idrogeno.

Rimedi Naturali

Sbiancamento

Qualora quanto riportato in precedenza non risultasse abbastanza per garantirsi un sorriso luminoso, è sempre possibile rifarsi ad alcune sostanze note e naturali. È così, per esempio, che incontriamo la salvia, la quale se usata un paio di volte alla settimana strofinandone le foglie sullo smalto, dimostra una buona capacità verso le macchie ed il fenomeno dell’alitosi

Molto utile per lo sbiancamento è notoriamente il bicarbonato di sodio, in grado di lucidare i denti se abbinato al limone, ma alla lunga può erodere lo smalto e alterare il pH naturale della bocca.

Un altro esempio di sbiancante naturale è l’acido malico, contenuto ad esempio nelle mele e nelle fragole. Ecco, allora, che la polpa di questi frutti può essere applicata sui denti per pochi minuti per illuminare il sorriso. Anche in questo caso la moderazione è fondamentale: non più di due volte a settimana e non per periodi prolungati.

Una tecnica che ci arriva direttamente dal lontano Oriente è invece quella del miswak a base di radice dell’albero di Araak

Se siete interessati ad altri metodi per la pulizia e lo sbiancamento denti naturale, leggete il nostro articolo dedicato.