Detartrasi o ablazione professionale del tartaro

detartrasi

La “classica” pulizia dei denti

Prima di affrontare il tema detartrasi, alcune necessarie considerazioni preliminari sulla placca.

Siamo soliti descrivere per l’appunto la placca come il prodotto di microorganismi e batteri. In verità, anche la nostra stessa saliva gioca un ruolo rilevante. Questo spiega in parte anche il motivo per il quale molti di noi sono più propensi di altri al suo sviluppo.

Placca e carie

Per placca intendiamo quella patina opalescente che si insinua nelle porosità dello smalto e del colletto dentale. Inizialmente inerte e composta da molecole idrofobe, in 12 ore si calcifica facilitando l’adesione batterica che ne arricchisce la conformazione. Progressivamente, arricchendosi dei sali calcarei e dei fosfati presenti nella saliva, la placca inizia a produrre gli acidi lattici responsabili della corrosione della superficie dentale. Lentamente ma inesorabilmente, lo smalto si indebolisce e lascia trapelare i batteri. Si origina con ciò la carie. Man mano che i batteri penetrano verso la dentina e quindi la polpa, il processo causa fitte e scariche di dolore. 

La placca per azione del tempo e del pH salivare, muta, s’indurisce, forma una crosta ostinata: il tartaro.

Tartaro

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Questi solitamente risponde a due tipologie in base all’allocazione: sopragengivale, che interessa il dente nella sua porzione emersa e sottogengivale, situato nelle tasche parodontali, in prossimità dei colletti. Evenienza, quest’ultima, che porta la gengiva a infiammarsi e gonfiarsi fino a ritirarsi dal dente.

Le conseguenze del tartaro spaziano dalla gengivite, ossia dall’infiammazione della mucosa con sanguinamento ed alitosi, alla piorrea.

Rimozione del tartaro

Quali sono dunque le tecniche più efficaci di rimozione del tartaro?

La prima è molto semplice e si chiama prevenzione. Ciascuno di noi dovrebbe prendersi cura del proprio cavo orale spazzolandolo e trattandolo con collutorio e filo interdentale. La corretta tecnica di spazzolamento procede dalla gengiva verso la corona del dente, in un movimento verticale. Il filo, dunque, completerà l’opera di pulizia rimuovendo efficacemente i residui di cibo negli interstizi meno accessibili.

La seconda metodologia è invece professionale e prende il nome di detartrasi. Un intervento che andrebbe effettuato a cadenza regolare, almeno una volta all’anno. Vediamo di cosa si tratta e come funziona.

 Detartrasi

La procedura terapeutica in esame mira a rimuovere la placca incrostata e dunque depositata sotto forma di tartaro. Gli strumenti in dotazione all’igienista dentale, infatti, riescono ad eliminare la presenza delle concrezioni sopragengivali e subgengivali.

I vantaggi connessi alla pratica sono evidenti: una bocca in salute equivale ad una percentuale inferiore di sviluppare gengiviti, pulpiti, piorrea e carie. La detartrasi, inoltre, grazie al connesso trattamento di lucidatura ed eventualmente vaporizzazione con air-flow a base di bicarbonato e applicazione topica di fluoro sbianca e rafforza i denti (rispetto all’ipersensibilità) cancellandone le macchie esterne, superficiali.

Procedura

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La pulizia non è dolorosa e non richiede pratica anestetica. E tuttavia, tanto più dilatato è il periodo che intercorre fra una detartrasi e l’altra, e tanto più sarà profonda e lievemente più fastidiosa. Andrebbe eseguita almeno una volta l’anno, come dicevamo, previa visita routinaria di controllo. Gli specialisti, tuttavia, ne consigliano la cadenza semestrale; addirittura trimestrale per i pazienti interessati da frequenti gengiviti, piorrea e malocclusione dentale.

All’atto pratico, l’igienista principia manipolando un ablatore ad ultrasioni, la cui punta posta a contatto con il tartaro rimuove con precisione le incrostazioni mediante un movimento vibratorio. Terminato il primo passaggio, il dentista può avvalersi di un particolare uncino in acciaio chiamato “curette” per raschiare il tartaro subgengivale e in generale la superficie dello smalto ove questi permanga senza con ciò graffiare lo smalto.

Su richiesta, il medico provvederà infine alla vaporizzazione con bicarbonato o ad applicare il fluoro per lucidare i denti.

La seduta termina in circa mezzora con un abbondante risciacquo della bocca.

I costi

La procedura, eseguita presso ogni studio dentistico, si palesa con tutta probabilità fra gli interventi meno costosi. La cifra media si aggira fra i 50 ed i 200 euro.

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