Bruxismo, un silente disagio

bruxismo

Di cosa si tratta e come intervenire

Trattiamo oggi del bruxismo, una patologia neuromuscolare che rientra nei disturbi temporo-mandibolari.

Per l’esattezza, parliamo del digrignamento dei denti: problematica che non danneggia solo questi ultimi ma anche la mandibola. Essa associa all’erosione dello smalto – nonché a gengiviti e parodontiti – altresì malocclusioni, fibromialgie e cefalee.

Bruxismo e… bruxismobruxismo

Non a caso, se è vero che il disturbo può in alcuni casi presentarsi durante il giorno e come tale essere subito sbugiardato, è vero anche che spesso e volentieri tende a palesarsi nelle ore notturne. Nei momenti in cui si abbassa la guardia la patologia si manifesta: serrando forte la mascella (bruxismo statico) o facendo slittare la mandibola contro l’arcata dentale superiore (bruxismo dinamico).

Capita così che specie il mattino, il paziente – per quanto inconsapevole del suo bruxismo – ne avverta la mandibola indolenzita, mal di testa, dolori cervicali, sino addirittura a rilevare interessamenti infiammatori della schiena e del nervo trigemino.

Non dimentichiamo peraltro che, nel lungo periodo, il bruxismo può comportare infiammazioni croniche alla gengiva, mobilità dentinale e perdita del dente stesso.

Riconoscerlo

Le cause del bruxismo possono essere alquanto variabili da un soggetto all’altro, e per questo motivo è necessaria un’attenta diagnosi.

Non sempre, infatti, alla radice del problema va collocata una causa di tipo meccanico, quindi una malocclusione. Molto spesso è la componente nervosa, legata allo stress a rivelarsi determinante.

Diagnosi

Siamo a dire, in sostanza, che alla prescrizione di un bite, deve essere affiancata una terapia risolutiva volta a raggiungere un pieno benessere.

È semplice diagnosticare il bruxismo per un odontoiatra:

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  • Colletti dentali bordati, ossia consumo di smalto ed emersione della dentina sottostante;
  • Scheggiature e alterazione nella conformazione del dente;
  • Gengivite, aumento della sensibilità dentinale;
  • Malocclusioni, dislocazione articolare della mascella;
  • Stanchezza immotivata e indolenzimento mandibolare al risveglio;
  • Dolori cervicali, nevralgie, cefalea con nausea e vertigini o fastidi alle orecchie;
  • Tensioni muscolari del collo, delle spalle, della nuca e del muscolo trapezio.

Predisposizione

I soggetti più predisposti, invece, possono rispondere ad una o più delle seguenti caratteristiche:

  • Storia di bruxismo in famiglia (carattere ereditario);
  • Malocclusioni congenite o post-traumatiche;
  • Alto carico di stress dovuto ad eventi lavorativi, agonistici, emotivo-affettivi, luttuosi;
  • Personalità insicura e introversa oppure nervosa e aggressiva.

Trattamento

Le possibilità di guarire il disturbo sono autentiche e reale.

Il primo passo è fornire al soggetto interessato da bruxismo un bite, ossia uno stampo trasparente, individuale e semi-rigido che, indossato nelle ore notturne, impedisca alla mandibola di serrarsi. Il bite funziona a tutti gli effetti come un ergonomico e personalizzato paradenti.  

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Quale bite scegliere?

In commercio è possibile acquistare dei dispositivi automodellanti, che assumono la forma dell’arcata dentale del paziente previa immersione in acqua calda.

Tuttavia, gli esperti consigliano di rivolgersi al proprio dentista così da fabbricarne uno personalizzato. Il costo sarà più alto ma si eviterà il rischio di eventuali peggioramenti nel caso l’origine del disturbo sia meccanico-malocclusoria. L’odontoiatra provvede a prendere il calco dell’arcata dentale collocandovi per pochi minuti una forma apposita ricoperta con pasta d’alga. Una volta indurita, sarà rimossa ed a quel punto raccolta l’impronta del “morso” tramite un gel a presa rapida.

Una seconda distinzione poi riguarda la foggia del dispositivo medesimo. Il bite morbido viene impiegato nel trattamento del bruxismo dinamico, mentre quello rigido del bruxismo statico.

Controlli

Il paziente avrà cura di sottoporsi ai relativi controlli, inizialmente dopo 1 mese e quindi ad intervalli più dilazionati, sino ai 6 mesi circa. Il miglioramento sulla qualità della vita, invece, può dirsi immediato. Sarà sufficiente che il bruxista si curi di indossare l’apparecchio quanto più possibile.

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 I costi

I bite preformati acquistabili nelle farmacie vantano un costo variabile fra i 30 ed i 50 euro.  I più consigliati di tipo personalizzato, invece, si muovono su lunghezze differenti e certamente più considerevoli. Parliamo dei 500-1.500 euro (cifra, quest’ultima che include anche i controlli). Ad ogni modo però, la loro efficacia aumenta di pari passo.

Spetta a ciascuno la scelta se optare per una spesa maggiore oggi o un preventivo più alto domani.

Immagini:

Fig.1-2-3-4: https://youtu.be/25nlbuBB_c0

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