Digiuno: Pro e Contro per il Benessere dell’Organismo

digiuno

 

 

Cos’è

Il digiuno è la sospensione dell’alimentazione per alcuni periodi di tempo e per ragioni tra le più varie. Molte religioni ad esempio attuano il digiuno, come segno di sacrificio o per avvicinarsi alla divinità; alcune pratiche di meditazione, inoltre, prevedono l’astinenza dal cibo per acuire le capacità della mente; ma anche prima di un intervento chirurgico o di un esame clinico ci viene richiesto di digiunare. Si tratta quindi di una pratica integrata nella nostra società più di quanto si pensi.

Negli ultimi tempi, però, il digiuno è arrivato a rappresentare un metodo di depurazione, una sorta di regime alimentare che compensi ad abitudini sbagliate e squilibri nutrizionali. Una dieta vera e propria, insomma, che non inciderebbe solo sulla linea ma anche sul benessere dell’organismo.

Sui benefici del digiuno, tuttavia, le opinioni divergono, anche all’interno della stessa comunità scientifica. Per alcuni si tratterebbe di una pratica terapeutica mentre per altri sarebbe solo una moda, e pericolosa per di più. A chi credere?

Il digiuno è il più grande rimedio; il medico all’interno.

(Paracelso)

Effetti

Digiuno

Un digiuno di poche ore è abbastanza naturale e lo pratichiamo quotidianamente durante il riposo notturno; così come il periodo di poche ore tra un pasto e l’altro. Ma, per meglio comprendere i dubbi legati a questo tema, occorre capire innanzitutto cosa implica il digiuno a livello metabolico.

Possiamo, infatti, distinguere quattro fasi:

  1. Post-assorbimento: l’intestino tenue procede all’assorbimento dei nutrienti cui segue un calo dei livelli di glucosio nel sangue. L’organismo, allora, se lo procura andando ad intaccare le riserve del fegato (glicogenolisi epatica), così da rifornire organi e tessuti (in particolare cervello, muscolo scheletrico, globuli rossi e cuore) e mantenere costante la glicemia.
  2. Digiuno di breve durata: corrisponde a circa un giorno di astinenza dal cibo, per un fabbisogno di glucosio che supera le riserve del fegato. Si ricorre allora prima agli acidi grassi e in seguito alla gluconeogenesi, ossia la formazione di nuovo glucosio a partire da amminoacidi, acido lattico e altri precursori non glicidici.
  3. Digiuno di media durata: dopo 24 ore la neoformazione di glucosio aumenta e gli amminoacidi devono essere ricavati dalle proteine muscolari. Tale processo è noto come autolisi o autofagia: il corpo, infatti, per sopravvivere mangia sé stesso. Quando anche la gluconeogenesi non è più sufficiente, si passa ai corpi chetonici derivati dal metabolismo lipidico. La loro presenza sopperisce al sostentamento dell’organismo ma aumenta l’acidità ematica e pare affaticare il fegato e i reni.
  4. Lunga durata: dopo il ventiquattresimo giorno di digiuno, le risorse a disposizione sono terminate e cominciano a presentarsi disidratazione, difficoltà respiratorie e crollo del sistema immunitario.

È evidente, quindi, che un digiuno assoluto e prolungato rappresenta una condizione di stress per il fisico e ha risvolti poco piacevoli. Un digiuno breve o parziale, invece, rappresenta una potenziale scelta benefica, a patto che venga seguita da personale medico e sia improntata al buon senso.

Curiosità

Il tratto centrale dell’intestino tenue è chiamato digiuno.

Scopi

Il digiuno prevede una rinuncia al cibo che può essere volontaria o imposta. La durata di questa privazione dipende dallo scopo che ci si è prefissati, ma in genere è piuttosto breve. 

Le ragioni per praticare un digiuno, abbiamo detto, sono numerose:

Digiuno a scopo religioso o filosofico

In quasi tutte le religioni è previsto un periodo di digiuno che viene ripreso ciclicamente una o più volte durante l’anno. Per molte rappresenta l’unico modo per entrare in contatto con gli spiriti o le divinità; in altre, come il Buddhismo, si tratta di una forma di disciplina interiore che conduce ad una spiritualità più alta; più spesso il digiuno corrisponde ad un rito di purificazione o a un atto di penitenza, praticato in giorni fissi o alterni, per tutto il giorno o solo per alcune ore (dall’alba al tramonto durante il Ramadan islamico ad esempio).

Digiuno con motivazioni politiche

Spesso nel corso della storia il digiuno è stato utilizzato come forma di protesta. In questo caso prende il nome di sciopero della fame e può protrarsi anche per diversi giorni. Gandhi è sicuramente tra gli esempi più noti di digiuno a fini ideologici, ma lo stesso metodo venne impiegato anche dalle suffragette e dai repubblicani irlandesi. Nel nostro paese fu Marco Pannella ad utilizzare più spesso il digiuno quale strumento di lotta non violenta.

Digiuno per ragioni mediche

Come ben sappiamo, prima di un intervento chirurgico va praticato un digiuno di alcune ore, per evitare il rischio di rigurgito durante l’anestesia, che potrebbe comportare asfissia o polmonite. Devono trattenersi dal mangiare anche coloro che si sottopongono ad analisi del sangue per verificare glicemia, insulina e peptide C; secondo studi recenti, invece, non serve digiunare per donare il sangue né per controllare il colesterolo o gli ormoni tiroidei.

Digiuno a fini terapeutici

Quando siamo malati il nostro senso dell’appetito diminuisce; l’organismo concentra i propri sforzi nell’eliminazione della patologia e la digestione non farebbe che rallentarla o addirittura ostacolarla. Su questo fondamento si basa la cosiddetta digiunoterapia, una pratica tesa al mantenimento o al ritrovamento della salute. Le applicazioni di questa terapia vanno dalla purificazione del corpo al contributo nella ripresa da alcune malattie, anche gravi.

Digiuno come pratica dietetica

Si sono oramai diffuse rapidamente le diete basate su periodi di astinenza dal cibo. Queste variano dalla totale privazione, per periodi più o meno lunghi, all’assunzione di soli liquidi, al digiuno parziale per solo poche ore. In questo senso, sono assolutamente sconsigliati i fai da te, soprattutto se si vogliono ottenere dei risultati stabili e senza gravare sull’organismo. Il difficile, infatti, è ottenere un calo ponderale sano, che non venga annullato al primo sgarro. Un lato, inoltre, su cui tutti gli esperti sembrano concordare è che il digiuno non può diventare un modo per alleggerire il senso di colpa dopo un’abbuffata. Meglio piuttosto scegliere un’alimentazione bilanciata, alternata a periodi di dieta ipocalorica o detox.

Curiosità

Lo sciopero della fame più lungo venne portato avanti nel 1920 da alcuni repubblicani irlandesi nella prigione di Cork. Non mangiarono per 94 giorni.

Benefici

Digiuno

Chi sostiene la pratica del digiuno ne evidenzia i seguenti benefici per l’organismo:

  • Rafforza il sistema immunitario;
  • Favorisce lo smaltimento dei grassi;
  • Contribuisce alla salute del sistema cardiovascolare;
  • Aiuta a smaltire le tossine;
  • Riduce le infiammazioni;
  • Stimola la rigenerazione cellulare;
  • Contrasta la depressione;
  • Rallenta il processo di invecchiamento.

Pro e Contro

Opinioni contro il digiuno

  • Il corpo umano è stato senza dubbio “progettato” per mangiare. Alimentarsi, in questo senso, è un bisogno innato dell’uomo, necessario per tutte le sue funzioni biologiche. Senza cibo non si sopravvive a lungo. Ecco che, dunque, il digiuno può rappresentare uno stress non indifferente per l’organismo; stress di cui non avrebbe bisogno se si seguisse una dieta varia e bilanciata. Nutrendosi in modo adeguato, insomma, si avrebbero già tutti i benefici di cui sopra.
  • La privazione prolungata di cibo, inoltre, produce scorie chetoniche che di fatto intossicano l’organismo anziché depurarlo. Senza contare che, spesso, chi si sottopone a questa pratica continua con le proprie attività quotidiane come se nulla fosse. È come se si privasse una macchina del carburante pur continuando a correre; i danni al motore sono assicurati.
  • Allo stesso tempo, un digiuno usato per giustificare la successiva scorpacciata – o per compensare quella precedente – causa un circolo vizioso dai risvolti negativi. Il fisico, infatti, è costantemente sottoposto a stress, prima sotto forma di digiuno e poi di sovralimentazione.
  • Ci sono altre ragioni, del resto, per sconsigliare il digiuno a fini dimagranti. Abbiamo visto, infatti, che se praticato per un periodo prolungato, può compromettere la salute; un digiuno breve, al contrario, provoca una rapida perdita di fluidi più che di grasso corporeo. E quello che si perde velocemente, si riacquista altrettanto in fretta: il metabolismo rallenta e il regime alimentare abituale diventa ancora più “ingrassante”.

Curiosità

Il pinguino imperatore maschio può digiunare per mesi durante l’inverno mentre cova le uova. I grandi serpenti, invece, possono sopravvivere addirittura due anni senza mangiare poiché riescono a regolare il loro metabolismo.

Tesi a favore del digiuno

Sono stati svolti numerosi studi sugli effetti del digiuno e ne sono derivate alcune tesi interessanti.

I ricercatori dell’ Intermountain Heart Institute, ad esempio, hanno presentato uno studio secondo il quale il digiuno potrebbe ridurre i livelli di colesterolo cattivo nei soggetti affetti da prediabete.

Valter Longo, invece, ricercatore dell’Università della California, ha elaborato un protocollo noto come MIMA-digiuno, che di fatto imita una condizione di digiuno senza però privare del tutto l’organismo dei nutrienti necessari. Secondo i risultati preliminari, questa terapia aiuterebbe a favorire la sostituzione delle cellule malate, proteggendo invece quelle sane. Per saperne di più, leggete il nostro pezzo a riguardo.

Inoltre, tra i corpi chetonici prodotti, ce n’è uno, il β-idrossibutirrato, che si è rivelato un inibitore della risposta infiammatoria organica in seguito a numerose patologie.

Sembra poi che non mangiare ogni tanto possa ridurre alcuni degli spiacevoli effetti metabolici della restrizione calorica prolungata. Non solo, infatti, si rivela più facile da seguire per i pazienti, ma previene alcuni aspetti avversi, quali alterazioni ormonali o rischio di malnutrizione. Sono in molti, infatti, a sostenere i benefici del digiuno intermittente; per sapere quali sono, date un’occhiata a questo articolo.

Infine, siamo stati cresciuti con l’idea che saltare un pasto faccia male, o che non fare colazione sia deleterio. Tuttavia, è altrettanto dannoso obbligare il fisico ad alimentarsi quando non lo richiede. Un’eccessiva pressione in un senso o nell’altro può dare luogo a disturbi dell’alimentazione.

Accorgimenti

Digiuno

Praticare il digiuno richiede un certo grado di raziocinio. Che sia effettivamente benefico o meno, non rappresenta in ogni caso un rimedio miracoloso.

  • Nel caso in cui si stiano assumendo farmaci o si stiano seguendo particolari terapie, non interromperle e non astenersi dal cibo prima di aver consultato il proprio medico curante.
  • Privarsi completamente di cibo e liquidi è fortemente sconsigliato. Se si sceglie di digiunare, mantenere almeno la corretta idratazione.
  • Una volta terminato il periodo di digiuno, riavvicinarsi al cibo per gradi, cominciando da frutta e verdura, per poi aggiungere man mano carboidrati cotti e proteine vegetali. Inoltre, si consiglia di cominciare da porzioni ridotte e smettere di mangiare prima di avvertire sazietà.
  • Se possibile, il digiuno andrebbe praticato in giorni di riposo o di attività molto blande. Non privatevi del cibo in giorni lavorativi particolarmente intensi o se prevedete duri allenamenti sportivi.
  • È inutile smettere di mangiare a fini depurativi, o per ritrovare salute e benessere, e poi proseguire con abitudini sbagliate come bere alcol o fumare. Cominciate piuttosto ad astenervi prima da quello.  

Controindicazioni

Astenersi dal cibo non è per tutti. Va evitato in caso in cui si soffra di disturbi alimentari, malnutrizione o disfunzioni metaboliche. È sconsigliato anche a chi è di costituzione fragile e a chi soffre di reflusso gastroesofageo. Le controindicazioni si estendono inoltre alle patologie epatiche e cardiache, nonché ai problemi renali. Infine, non è il caso di affrontare periodi di digiuno durante la gravidanza o l’allattamento.