Diete famose, il punto su “pro” e “contro”

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Benefici e controversie caso per caso

Ma fra tutte le diete, dov’è finita quella Mediterranea? C’è chi se lo domanda ancora, con nostalgia. C’è chi si risolve affermando che è passata di moda, scalzata da nomi ben più trendy e in.

Vediamone alcuni.

Diete Atkins e Dukan

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L’approccio della prima, nata negli States, bandisce o comunque limita fortemente tutti gli alimenti ad alto contenuto glicidico e quindi la totalità dei carboidrati (fatta eccezione per frutta e verdura).

La seconda, la francese Dukan, si connota come stile alimentare iperproteico finalizzato a perdere peso attingendo ad una lista di soli 100 alimenti concessi (di cui solo 28 sono verdure). Secondo molte fonti, un valido aiuto nella lotta all’obesità.

Dimenticate il pane e la pasta, dunque. I piatti contemplati dalla dieta in esame sono esclusivamente a base di carni, uova, formaggi e pesce con contorno di verdure.

Pro

Dacché l’obiettivo è articolare una vera e propria terapia d’urto, l’alto consumo di proteine si rivela una strategia vincente. In primo luogo favorisce il manifestarsi precoce del senso di sazietà e in secondo luogo accelera il metabolismo basale. Per di più, livelli di insulina costanti nel sangue fanno sì che durante la giornata non si scatenino improvvisi attacchi di fame o si manifestino stati di sonnolenza, specie dopo pranzo. Altro aspetto positivo è la particolare attenzione che il metodo Dukan rivolge all’esercizio fisico, da praticare per almeno 30 minuti ogni giorno.

Contro

Inutile puntualizzare lo stress a carico di fegato e reni, nonché in linea generale lo stato di carenza di fibre, vitamine e minerali. I carboidrati sono una fonte energetica importante per l’organismo ed ogni dieta salutare dovrebbe teoricamente non escludere nessun alimento, andando ad operare semmai sulle quantità ingerite.

Dieta a Zona

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Il metodo ideato dall’americano Barry Sears, consta nel distribuire entro una percentuale prestabilita i macronutrienti affinché l’insulina venga per l’appunto mantenuta in una fascia (“zone”) d’equilibrio. Subentrano poi quali elementi chiave del metodo parimenti la capacità di gestione degli eventi stressanti e la pratica frequente dell’esercizio fisico.

Come si accennava poco sopra, l’apporto calorico fornito dai macronutrienti è suddiviso in tre valori percentuali che individuano la formula 30-40-30. Detto diversamente, abbiamo il 30% dell’energia quotidiana fornito dalle proteine, il 40% dai carboidrati e quindi parimenti il 30% dai grassi.

Pro

La metodica di Sears consentirebbe nella sostanza di disporre di grandi energie senza al contempo sentirsi sonnolenti o intorpiditi per gli sbalzi dell’insulina. Fra i pregi solitamente elencati, si annoverano in primis una maggiore attività e lucidità sia fisica che mentale.

Contro

Ad oggi, non vi sono ancora evidenze scientifiche univoche sull’effettiva validità dell’approccio a Zona nel regolare l’insulina. Di fatto la critica obietta che una dieta ricca di proteine animali (nella dieta mediterranea sono appena il 15%) solitamente è altrettanto ricca di grassi saturi, i responsabili del colesterolo.

Altre voci sostengono, inversamente, che un 40% di calorie totali derivate dai grassi è ancora una percentuale troppo consistente per dare forma ad una reale terapia d’urto nei confronti dell’organismo.

Dieta Paleo

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L’approccio si fonda sostanzialmente sul prediligere i cibi che potevano essere disponibili ai nostri antenati; vale a dire in prevalenza protidi (dunque carne e pesce) e vegetali, cibi insomma ricchi di vitamine e minerali.

Ergo, la dieta Paleo si tiene alla larga non solamente dai cibi preconfezionati, ma da tutto quanto non rientri verosimilmente nel panorama del tempo. Non sorprende infatti che i grassi idrogenati siano demonizzati a ragione da tutti i dietologi: la loro recentissima comparsa li rende quasi illeggibili all’organismo.

Si prediligeranno pertanto cibi ricchi di fibre ed a basso indice glicemico; un alto consumo di verdura, di frutta secca, carni magre (con basso contenuto di grassi saturi) e pesce.

Pro

Ovviamente, una dieta che mette al bando coloranti, conservanti, esaltatori di sapidità e grassi idrogenati, restituisce sapore a quanto mangiamo. Questi passaggi ne fanno, osiamo dire, una dieta etica.

Contro

Non saranno d’accordo i vegetariani sulla suddetta definizione di eticità. Come si può parlare di etica, sostengono, mandando al macello tonnellate di carne animale?

Dieta della Luna

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Trattasi di un approccio dietetico lampo, ovvero circoscritto a 24 ore. Durante questo lasso di tempo ci si curerà di assumere solamente acqua o liquidi senza zucchero. L’obiettivo è una purificazione dell’organismo dalle tossine accumulate, sfruttando le fasi lunari (specificatamente, la luna piena).

Del resto, sono note a tutti le influenze della luna sul corpo umano. Pertanto, spiegano i sostenitori di quest’approccio, parimenti alle maree, la luna influirà positivamente anche sul drenaggio dei liquidi corporei.

Pro

Di sicuro un sistema semplice, nella sostanza anche salutare. Un giorno di digiuno, affermano molti medici, non può che beneficiare. Non solo infatti digiunare imprime una sterzata alla routine, ma effettivamente, a patto di mantenersi idratati e consumare un alto quantitativo di liquidi, consente di smaltire le tossine, depurando l’intestino.

Contro

24 ore di digiuno implicano anche un calo delle energie e pertanto, specie per chi soffre di ipotensione (pressione bassa) andrebbero prese le debite precauzioni. Meglio dunque pianificare bene la giornata di digiuno, prediligendo per esempio un fine settimana (sperando tuttavia che il plenilunio vi coincida)…

Dieta Montignac

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Un metodo di sicuro meno stressante rispetto alle diete precedenti, dacché non esclude il consumo dei glucidi. La dieta Montignac non affatica fegato e reni né impone una drastica riduzione delle porzioni alimentari consumate. Al contrario, si propone a tutti coloro che desiderano ridurre il peso corporeo e vivere in salute.

Come opera? Concentrandosi sull’indice glicemico degli alimenti; tanto più alta sarà la glicemia e tanto maggiore sarà l’emissione dell’insulina, ormone connesso all’aumento di peso.

In poche parole, all’atto di consumare un pasto, si andrà a consultare la tabella recante l’indice glicemico di ciascun alimento e dunque ci si orienterà sulla base di quest’ultimo (che dev’essere pari o inferiore a 35).

Pro

Il metodo effettivamente incoraggia una scelta consapevole degli alimenti. Mangiare meglio, non di meno; questo il mantra. E nei fatti, non possiamo che essere d’accordo. Un regime alimentare tutto fuorché restrittivo, nelle condizioni di contemplare un ampio spettro di alimenti e dunque equilibrato.

Contro

Il metodo Montignac demonizza forse eccessivamente l’insulina. Probabilmente, infatti, per dimagrire è sufficiente ridurre le porzioni dei cibi anziché incolpare l’insulina dell’accumulo adiposo in sé.

 

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