Dieta del calciatore: il gol si segna anche a tavola

dieta del calciatore

Cosa fare (e non fare) per essere al top

I tifosi di tutto lo stivale sono pronti per la dieta del calciatore? Si, è vero; il campionato lo si può vivere intensamente pur senza indossare tacchetti e calzoncini, perché – lo sia sa – ciascuno porta in piazza i propri colori ed allo stadio le bandiere e gli scudetti… e se non macina chilometri sulla fascia, si sgola comunque su spalti e poltrone!

Nella festa che il calcio incarna, nello spettacolo che promuove, però, c’è chi può desiderare di mettersi in gioco in prima persona ed incrementare le proprie performance sul “campetto” o nel “club” di provincia. 

In questo caso, non c’è palcoscenico che tenga: la dieta è fondamentale per giocare bene tanto in Serie A quanto fra amici.

Noi di beautyportale, però, abbiamo ciò che fa per voi!

L’importanza della “buona tavola”

Gli uomini che vedete in grande spolvero ed ai quali è chiesto il 100%, gli stessi che per onorare la maglia e le rispettive bandiere si esprimono e lottano al massimo, ben poco potrebbero senza un’adeguata preparazione e un regime dietetico rigoroso.

Un calciatore che sgarrasse alla dieta, prima ancora che alla serietà in allenamento, non durerebbe a lungo: dapprima cadrebbe vittima di ovvi scompensi energetici, ed in secondo luogo di cali di prestazione, incorrendo giocoforza in una maggiore possibilità di incorrere in infortuni.

La dieta, per uno sportivo, è chiaramente collocata alla base della piramide del successo. Ciò, a dispetto del fatto che spesso si creda sia solo il duro allenamento a dare risultati.

Tre “tocchi” di classe

Tre sono piuttosto i fattori chiave da prendere in considerazione. Tre come i vertici di un ipotetico triangolo equilatero. Dieta, allenamento e riposo. Proprio così, anche il recupero è indispensabile. Alterare l’equilibrio fra questi punti anche semplicemente trascurandone uno, significa mutare l’omeostasi generale, vanificare i sacrifici intensi osservati per gli altri due.

Per questo motivo, noi oggi siamo a sottolineare l’importanza della dieta per un calciatore. Durante il campionato, nessun atleta può permettersi di sgarrare…. specie andando avanti nel torneo.

Vincerà la squadra che, al di là dei talenti, saprà mangiare meglio!

In quest’ottica, ecco allora i punti che di norma segue un professionista.

E se anche voi praticate questo bellissimo sport, prendete nota… ne trarrete di certo grandi vantaggi!

Dieta del calciatore, momento per momento

dieta del calciatore

Andiamo con ordine.

Posto che non sarà solamente mangiando correttamente che avrete gli addominali di Cristiano Ronaldo o la circonferenza-coscia dello svizzero Shaqiri, di sicuro le fondamenta della salute si gettano seduti a tavola. Pensate per di più alle “bandiere”di oggi come Buffon e Totti, o di ieri come Zanetti, Maldini e Ballotta giusto per citare cinque campioni “senior”. Avrebbero potuto fare quel che hanno fatto permettendosi allenamenti improvvisati o una dieta sregolata? Ovvio che no; specie andando avanti con l’età.

E quale regime alimentare migliore della nostra cara dieta mediterranea per consolidare l’impegno dei muscoli? Carboidrati di qualità, pochi grassi di origine animale, olio d’oliva, piatti colorati, alto contenuto di vitamine, minerali e antiossidanti grazie a frutta e verdura, un giusto apporto proteico. Non potremmo chiedere di più.

Detto diversamente, lasciate perdere nomi altisonanti e diete esotiche: rifatevi a poche semplici regole.

Per piccoli passi, e scalerete la classifica.

Si, non è detto che poi diveniate calciatori da primato, ma senza dubbio darete il massimo di voi stessi!

 I.

Nella norma, l’autentico professionista si mantiene sui 3 pasti al giorno, talvolta 5. Di certo, la dieta del calciatore prevede sempre una colazione di qualità, passando poi a due pasti principali non troppo conditi né elaborati. Nota a margine: si tiene alla larga dall’alcool e dal fumo.

Ora, è evidente, il monitoraggio medico pressoché quotidiano consente al singolo atleta di conoscere nel dettaglio il proprio stato di salute e di ovviare perentoriamente a eventuali carenze di principi con gli integratori appositi.

E l’amatore? Ebbene, in primo luogo è bene che includa verdura ad ogni pasto principale consumi la frutta come spuntino.

In genere, ogni pasto deve terminare almeno 3 ore prima di ogni impegno sportivo, sia esso allenamento o partita.

In periodi di particolare stress psico-fisico, bene ai multivitaminici.

II.

Il professionista svolge una colazione abbondante a base di zuccheri e carboidrati, senza esagerare. Avere le batterie cariche significa ovviare al lungo digiuno notturno ed evitare di presentarsi alla seduta mattutina in uno stato di ipoglicemia, ossia con le classiche “gambe molli”.

Naturalmente, non bisogna neppure credere di poter abbondare indiscriminatamente fra quantità e tipologie di cibi. Il professionista non certo fa colazione con cornetto e cappuccino! Al contrario, privilegerà marmellate, fette biscottate, cereali e spremute o frullati. In una parola, limiterà l’introduzione di grassi ed eviterà così di appesantire i processi digestivi.

 

III.

dieta del calciatore

Il pasto principale nella dieta del calciatore di norma non contempla cibi ricchi di proteine. Infatti  – in vista del match o dell’allenamento pomeridiano -, i muscoli devono presentarsi carichi di glicogeno, pronti a dare il massimo. In ultima, per il pieno di energia si deve optare per piatti a base di carboidrati di qualità. Largo alla pasta, alle patate, al pane ed ai sughi semplici, mai troppo conditi. Previsto di solito anche un secondo a base di verdure.

IV.

Attenzione agli abbinamenti. Onde evitare problematiche digestive, “stop” mancati, dribbling falliti o di “lasciare solo” il vostro uomo nel bel mezzo dell’area di rigore, niente frutta a fine pasto. Al pari, banditi pure piatti ricchi di amidi e proteine, oppure le combine: carne e latticini, carne e uova, uova e formaggi.

V.

L’atleta, subito prima del match può avvalersi di particolari integratori a rapido rilascio di nutrienti in formato gel o che comunque non prevedano tempi lunghi di digestione. Ad ogni modo, se nella dieta del calciatore i pasti pre-gara sono stati portati a termine come si deve, le riserve energetiche dovrebbero già essere piene al momento dello scambio dei gagliardetti.

VI.

A fine primo tempo, mentre in tv la moviola macina repliche e su tutti i canali impazzano gli highlights, lo scopo è quello di reintegrare i Sali persi attraverso il sudore e dunque riportare la temperatura corporea a livelli ottimali. È dunque sconsigliato introdurre grandi quantità d’acqua tutto d’un colpo. Bisognerà semmai sorseggiare a più riprese, eventualmente bibite sportive a temperatura ambiente o il classico the zuccherato. Se potete, cambiate maglia. Favorite la traspirazione. Praticate stretching con oculatezza. Defaticate il muscolo e prevenite così i crampi.

VII.

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Nel corso del match è bene che il calciatore si assicuri di poter raggiungere le borracce durante le pause, a gioco fermo. Bere piccoli sorsi è importante per prevenire la disidratazione e restare lucidi. Parimenti, vi metterete al riparo da cali di prestazione agevolando i processi biologici di trasporto dei nutrienti.

VIII.

E siamo così alla cena. I muscoli, sottoposti ad un forte stress nel corso del match necessiteranno di ripristinare le scorte di glicogeno.

Si rivela una scelta d’obbligo pertanto un consumo monitorato di proteine nonché di grassi essenziali come gli omega 3. Detto diversamente, largo ai piatti a base di pesce o carni bianche con verdure.

Semplice dite?

In linea teorica senza dubbio. Si tratta “solo” di metterlo in pratica adesso.

Palla al centro… si comincia con la dieta del calciatore.

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