Stevia: quando il dolcificante è di moda

stevia

Pregi e difetti della pianta più dolce che c’è

La stevia è senza alcun dubbio il prodotto del momento. Simbolo di naturalità per eccellenza, viene pubblicizzata in lungo e in largo come alternativa miracolosa allo zucchero. Non tutti però ne sono entusiasti. Come mai?

Facciamo il punto su pro e contro di questa pianta.

La stevia

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Arbusto perenne della famiglia delle Asteracee (come il tarassaco), la stevia è originaria del Sudamerica. In natura ne esistono più di 200 specie, ma è la Stevia Rebaudiana Bertoni ad essere impiegata come dolcificante. Le sue origini risalgono alle popolazioni indigene del Paraguay che la utilizzavano per addolcire il mate, il tradizionale tè amaro.

La stevia può essere impiegata sotto forma di foglie fresche, secche, estratto in polvere o concentrato liquido. Il suo potere dolcificante è molto alto, ma presenta un leggero retrogusto di liquirizia che non la rende adatta a tutti i campi di utilizzo.

Ad oggi viene impiegata nella preparazione di numerosi prodotti alimentari, dalle bevande ai prodotti da forno, e può essere reperita facilmente sia in erboristeria che nei supermercati. La sua coltivazione e raccolta sono davvero molto semplici e possono pertanto essere effettuate tranquillamente a casa.

Vantaggi della stevia

Cosa ha contribuito a diffondere l’uso e la fama della stevia?

  • È un dolcificante naturale e non artificiale;
  • Non trattandosi di zucchero, non provoca carie o problemi dentali;
  • La polvere è 200 volte più dolce dello zucchero comune, richiedendone quindi percentuali assai ridotte;
  • Non ha potere nutrizionale ovvero apporta 0 calorie;
  • Non influisce sui livelli di insulina e può dunque essere consumata anche da coloro che soffrono di diabete.

Svantaggi della stevia

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Il percorso della stevia per arrivare sulle nostre tavole è stato a dir poco tortuoso. Nonostante il suo impiego diffuso in Sudamerica e Giappone, l’autorità europea di sicurezza alimentare (EFSA) non era convinta che fosse del tutto innocua. In molti hanno gridato al complotto: l’Unione Europea infatti è il maggior produttore e consumatore al mondo di saccarosio e aspartame. Tuttavia, dal 2012 il suo uso è consentito nella dose massima giornaliera di 4mg/kg per peso corporeo. Questa quantità ne assicura un impiego privo di pericoli o effetti collaterali (esclusi i casi di allergia alle Asteracee).

Perché dunque prosegue un diffuso scetticismo?

  1. Il consumo di più prodotti a base di stevia, come cibi dietetici o light, rischia di superare la dose giornaliera consigliata;
  2. In molti prodotti industriali, che reclamizzano la presenza di stevia, vengono aggiunti in realtà anche dolcificanti artificiali o zucchero. Questo, nel primo caso ovviamente compromette la “naturalità” del prodotto, nell’altro ne inficia le proprietà ipocaloriche;
  3. Secondo il Prof. Franco Berrino, infine, la dolcezza della stevia innesca un meccanismo intestinale che porta ad una maggiore assimilazione del glucosio. Di per sé dunque questo dolcificante non aumenta la glicemia, ma indirettamente ne incrementa i livelli non appena si assuma dello zucchero.

Possiamo quindi affermare che, come per tutte le cose, è fondamentale evitare gli eccessi e prestare molta attenzione a quanto riportato sulle etichette. Ricordiamo infine che in generale sarebbe meglio evitare di alterare i sapori, sia con dolcificanti naturali che artificiali.

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