Intolleranze e allergie alimentari: facciamo chiarezza

intolleranze

Come distinguerle e approcciarle correttamente

I primi segnali spaziano dalla nausea al classico naso che cola, per poi includere asma e affanno, tosse e starnuti. La reazione in genere può essere immediata o ritardata, una questione di ore o di giorni. Dunque la lingua si gonfia, così come le mucose e la gola. Compaiono eruzioni cutanee associate a prurito. A questo si aggiungono solitamente crampi all’addome e gonfiore. Nei casi più importanti si arriva a vomito e diarrea; in quelli più gravi allo shock anafilattico.

Non si scherza con le allergie alimentari; e di fatto anche le intolleranze lasciano un risicato spazio di manovra. Le reazioni, abbiamo visto, si muovono nell’ordine del cutaneo, del respiratorio, del gastrointestinale e del sistemico. Pertanto, su più livelli. È l’organismo il responsabile, articolando una reazione indebita a componenti che la stragrande maggioranza degli individui assimila senza criticità.

Per cominciare, dobbiamo anzitutto distinguere le reali intolleranze rispetto alle comuni intossicazioni. Queste ultime sono infatti dovute alla scarsa qualità del materiale edibile ingerito, e non già al principio in sé. Parimenti, dobbiamo rilevare, è molto bassa la percentuale di intolleranze che supera la soglia temporale indicativamente fissata all’infanzia. Nei primi mesi di vita è fisiologico e per così dire – normale – assistere ad episodi di intolleranza. Il corpo umano approccia cibi sconosciuti, dopotutto. Qualora però le reazioni si spingano oltre l’asilo o in famiglia siano noti casi di intolleranze e allergie, è bene effettuare le debite analisi. intolleranze

Di cosa si tratta

Che cosa accade esattamente al nostro corpo quando lo descriviamo “allergico” o “intollerante” ad un componente alimentare?

In una parola, si assiste ad un’alterazione metabolica. Nelle allergie, ad una vera e propria attivazione del sistema immunitario. L’organismo reagisce all’introduzione di una certa proteina – che in gergo diventa l’allergene – in via sproporzionata, a guisa di minaccia. Inizia perciò a produrre anticorpi come se dovesse debellare un microorganismo nocivo. 

Ad ogni modo, risultano in numero molto maggiore i soggetti che ritengono di recare un’allergia piuttosto che i casi poi confermati. Si stima infatti che generalmente vi siano predisposizioni e sensibilità differenti da persona a persona quanto a cibi, ma poi nei fatti gran parte di queste si rivelino semmai intolleranze. 

 L’intollerante può infatti sopportare l’ingestione di piccole dosi della sua “kryptonite”; mentre il contatto con i principi deve essere assolutamente evitato dall’allergico.intolleranze

Le più comuni cause di intolleranze e allergie

  • Lattosio e latte vaccino;
  • Uova;
  • Molluschi e pesce;
  • Legumi (soia, semi);
  • Noci e arachidi;
  • Glutine.

 Intolleranze

Intolleranza al lattosio

Questo zucchero naturalmente contenuto nel latte viene scomposto in glucosio e galattosio una volta raggiunto l’intestino tenue ad opera dell’enzima “lattasi”. E tuttavia, nei soggetti in cui quest’attività risultasse insufficiente, il lattosio transita inalterato sino al crasso e lì subisce processi di fermentazione batterica. Le conseguenze manifeste sono dolori intestinali, diarrea e flatulenza. Sicché, sebbene le quantità di latte ingerite e ben tollerate varino da individuo a individuo, l’ideale sarebbe che il paziente intollerante consumasse piuttosto latte scremato o comunque senza lattosio.

Analogo ragionamento vale per i latticini. A dispetto del soggetto allergico, tuttavia, questi può concedersi prodotti a base di latte fermentato, come ad esempio lo yogurt.

Intolleranza al glutineintolleranze

Il glutine è la proteina del grano, dell’orzo, della segale e dell’avena che nei soggetti celiaci comporta un indebolimento dell’intestino. I sintomi, “derivata prima” di una insufficiente o scarsa capacità di assorbimento dei principi alimentari, includono diarrea, debolezza, crampi addominali e perdita di peso.

Ad oggi, il solo approccio alla condizione resta il consumo di alimenti senza glutine.

Allergie

Allergia al latte vaccino

Come riportavamo poc’anzi, di norma le intolleranze alle proteine di questo alimento sono confinate all’infanzia. Al contrario, qualora l’indisposizione persista in età scolare e adulta, si notano in linea di massima sintomi gastrointestinali (vomito e diarrea) e si deve parlare di allergia.  Per il soggetto allergico al latte risultano preclusi anche yogurt e formaggi, dacchè i processi di lavorazione mantengono inalterata la struttura enzimatica delle proteine stesse.

Si consiglia pertanto di procedere con gli esami del caso. Dacché il bambino e quindi il soggetto in età di sviluppo può facilmente andare in contro a carenze nutrizionali di vitamine e calcio dovute al mancato consumo di latte, si dovrà pertanto integrare l’apporto delle stesse con altri alimenti secondo le opportune prescrizioni mediche.

Allergia a noci et similiaintolleranze

Destano, a ragione, grande preoccupazione le allergie alle arachidi, alle noci, alle mandorle e alle nocciole.

Sono sufficienti ingestioni minime di questi alimenti per scatenare reazioni anche molto gravi nel paziente: sfogo cutaneo, tumefazione della lingua e delle labbra, difficoltà respiratorie. Si pensi allo shock anafilattico, eventualità nelle condizioni di mietere vittime da soffocamento in pochi minuti se non è contrasta al più presto con l’adrenalina. Per queste semplici ma vitali ragioni, ogni grande catena di produzione che maneggi frutta a guscio è tenuta per legge a dichiararne la possibile presenza sulle etichette dei propri prodotti.

Diagnosi

Il primo passo, sia per le intolleranze che per le allergie, consiste sempre in un colloquio fra medico e paziente. Una corretta diagnosi principia dalla conoscenza delle abitudini alimentari del soggetto, unitamente alla storia familiare.

Si procederà a quel punto con gli esami più indicati dal protocollo come il noto breath-test per l’intolleranza al lattosio o i test cutanei. Il tutto per sondare il grado di tollerabilità ai principi da parte dell’organismo. Avremo così il Prick Test, il Prick by Prick, il Prist e il Patch test. Nel caso di principi “sospetti”, si procederà poi ad escludere certi alimenti per un paio di settimane, sotto osservazione medica, per poi re-introdurre gradualmente gli stessi.

Vi sono inoltre i cosiddetti test in doppio cieco con placebo ed il radioallergoassorbimento. Nel primo caso l’allergene viene somministrato al paziente senza che questi ne sia consapevole. In tal modo è possibile sondare efficacemente le reazioni dell’organismo e monitorare eventuali condizionamenti psicologici. Il radioallergoassorbimento, o RAST test, viene invece effettuato in provetta mescolando alla sostanza ematica degli estratti alimentari per poter stabilire la presenza o meno di allergia.

Esistono comunque ulteriori test non ricompresi nello spettro di alternative garantite dal Servizio Sanitario Nazionale, ma non per questo meno validi. Nella fattispecie, i caratteristici esami elettro-diagnostici e l’Alca Test, il quale prevede un prelievo di sangue ed il monitoraggio di un particolare tipo di globuli bianchi posti a contatto con l’alimento di cui si sospetta l’allergia.

Prevenzione

  • Leggere attentamente le etichette dei prodotti;
  • Portare con sé l’adrenalina in caso di allergie gravi;
  • Se ospiti di amici o di un ristorante, avvisare in anticipo il cuoco.
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