Castagna selvatica e castanea vulgaris

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Una in tasca e l’altra in padella, per scongiurare i malanni stagionali

La tradizione popolare rende magica la castagna: in tasca o in borsa pare tenga alla larga raffreddori e guai stagionali.

Non parliamo della castagna edibile, tuttavia, ma della cugina selvatica, detta anche “matta”; in pratica, il seme dell’ippocastano. Nella sostanza, le due sono molto simili e al pari restituite da uno scrigno di aculei.

Ora, in molti probabilmente potranno vantare un’esperienza diretta con la fiaba della castagna selvatica. Un nonno o una nonna premurosi le avranno riposte nelle mani dei nipoti come si cede un amuleto.

Difficile stabilire quando e dove l’alchimia fra seme e salute sia maturato la prima volta. Resta il fatto che, per quanto concerne la castagna “matta”, ne è documentato l’uso a scopo terapeutico proprio per gli animali; in particolare per i cavalli, da cui probabilmente il nome dell’albero da cui è tratta, e cioè l’ippocastano, in inglese “Horse-nut”. Le castagne selvatiche, tramutate in una pasta omogenea, erano date alle bestie gravate da raffreddori e malanni.

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Castagna matta (seme dell’ippocastano)

Un messaggio da custodire

Al di là di ogni influenza positiva del seme, il gesto dei nonni dischiudeva un gesto d’affetto. Il tutto, metonimicamente. Anche lontano da casa, sei a casa; pareva suggerire il seme. Il nonno e la nonna sono con te.

 Ma che dire dunque della cugina, nota regina dei boschi?

Castagna, pane dell’inverno

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Castanea vulgaris

Detta anche pane dell’inverno, nelle epoche storiche più povere incarnava le calorie e la materia prima della farina (specie per il castagnaccio) per sfamare il nucleo famigliare.

Vanta nei fatti importanti valori nutrizionali. 100 grammi di materiale edibile contengono circa 200 calorie, con appena il 9% di grassi, il 7% di proteine e l’84% di carboidrati. L’alto contenuto in fibre per di più agevola l’attività intestinale ed il benessere dell’organismo. Fosforo, calcio, ferro e potassio ne fanno un autentico integratore naturale per rafforzare il sistema immunitario. Inoltre, in caso di anemia o di gravidanza sono un vero e proprio ricostituente, fonte di acido folico. La farina di castagne peraltro è adatta anche ai celiaci poiché priva di glutine.

Forse però, non tutti sanno che non solo i frutti ma altresì le foglie del castagno veicolano preziosi benefici. Si pensi che un decotto caldo consumato la sera con del miele, nel tempo ha la meglio sulla bronchite e le affezioni dovute al raffreddamento.

Bellezza

Le maschere facciali a base di castagna, invece, donano lucentezza alla pelle tonificando i tessuti; l’impacco ottenuto con le scorze non edibili poi può essere impiegato per il benessere ed il rafforzamento dei capelli.

Sorgerà dunque spontanea una domanda: le castagne hanno controindicazioni?

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Un consumo accorto…

Posto che il consumo di questo frutto deve essere moderato, ebbene sì, solitamente lo si sconsiglia a chi soffre di diabete, obesità, colite o patologie legate al fegato. Ad ogni modo, sarà sufficiente parlarne il proprio medico per poter delineare con sufficiente chiarezza il quadro della situazione ed eventualmente stabilire margini e limiti nel consumo di questo prezioso alimento.