Biologico e sicurezza alimentare

Che cos’è, come funziona e cosa cercare sull’etichetta

Senza dubbio l’attenzione verso il biologico, specie negli ultimi tempi, segna cifre importanti. Solo in Italia le aziende certificate Bio sono circa 60.000.

Diamo allora uno sguardo alle tabelle statistiche disponibili sul sito del SINAB (Sistema di Informazione Nazionale sull’Agricoltura Biologica), un progetto attivo da 15 anni il cui obiettivo consta nella diffusione di dati e informazioni relative al mondo “bio”.

In attesa di commentare il 2016, ecco un confronto fra le statistiche più recenti, ossia relative al 2014 e il 2015. A seguire, le percentuali di variazione del consumo BIO se comparate al totale del comparto agroalimentare.biologico

 

biologicoIl logo biologico

biologico
Logo UE del bio

Il consumatore ha imparato a districarsi nel dedalo delle alternative possibili, ha scelto di corrispondere una cifra lievemente più alta nel nome di una serietà delle aziende a 360 gradi. O quantomeno lo si spera.

Tecnicamente, funziona così: l’operatore agricolo, dunque l’agricoltore, l’allevatore o l’acquacoltore, inoltra una notifica all’autorità preposta ai controlli nello Stato in cui opera. In pratica fornisce una descrizione dettagliata della propria attività. In seconda battuta, entra in gioco attivamente l’organismo di controllo (pubblico o privato), che invia – almeno una volta l’anno – un funzionario con il compito di parametrare ambiente e benessere degli animali. Un controllo con esito positivo significa garanzia di sicurezza e ottenimento del certificato “biologico”.

Il certificato e il logo relativo testimoniano

  • Sostenibilità ecologica dell’intero processo di produzione;
  • Piena tracciabilità di materie prime e prodotto finito;
  • Qualità del prodotto (no OGM) e trattamenti sicuri (limitato uso di pesticidi);
  • Cura degli animali.

biologicoIl caso di Report

Questo, almeno sulla carta. Nella pratica, a margine di un recente servizio andato in onda su Report, le cose sembrano un po’ meno rincuoranti. Basta pensare al caso Leuzzi, frammento della maxi inchiesta condotta da Bernardo Iovene sul “bio-illogico”.

In una parola, il servizio porta all’evidenza una grave falsificazione dei certificati, e dunque lo spaccio massiccio di un prodotto che “bio” non era affatto. Il motivo? I controllati erano i padroni dell’ente chi li controllava, il ccpb.

Basta però proseguire con la puntata per rendersi conto di come nei fatti vi sia un sistema di controllo con alcune gravi falle. Operatori disonesti – avvalendosi di alte sfere conniventi – hanno la possibilità di ritagliarsi fette di mercato ledendo alle aziende oneste sotto due aspetti: in primo luogo, producendo della concorrenza sleale, in secondo luogo minando la credibilità complessiva del sistema.

Ora però sarà bene partire anzitutto chiarendo che cosa si intende per prodotto biologico e per sicurezza alimentare.

Agricoltura biologica

biologicoA rigore, può essere definita realtà agricola di natura biologica unicamente quella realtà che non prevede l’impiego di OGM né di prodotti chimici per la messa a coltura. In altre parole, ci riferiamo a fertilizzanti, insetticidi, anticrittogamici, e più in generale fitofarmaci e diserbanti. Tutto qui? No, è evidente.

biologicoPer poter superare i controlli, ottenere il marchio “bio” e al pari garantire la fertilità del suolo “nel tempo”, è necessario operare una rotazione delle colture. Per farlo occorrono una serie di precauzioni virtuose che spaziano dalla tutela degli ecosistemi, al rispetto per le comunità residenti, degli animali e ancora di fauna e flora circostanti. In primo luogo agli animali vengono garantiti stabulazione libera, all’aperto, e il massimo del benessere in relazione all’età e alla specie di appartenenza degli stessi.

biologicoLo scopo è infatti innalzare la qualità e non già meramente massimizzare la resa.

Investire nel futuro vuol dire pensare al presente

In breve, il “bio” mira a coniugare la salvaguardia delle risorse con la promozione del territorio, l’autosufficienza e il basso impatto inquinante.

Un progetto sostenibile e un investimento per il nostro futuro.

biologicoA sovrintendere sull’intero processo di importexport del biologico è naturalmente l’Unione Europea.

L’UE disciplina la produzione e la trasformazione del “bio” sia nei paesi membri che per o da le realtà terze come Stati Uniti, India, Turchia ecc.

biologicoAccordi di equivalenza, che significa?

L’UE, al fine di facilitare gli scambi con paesi terzi, ha stipulato degli accordi definiti per l’appunto di equivalenza. In una parola, viene assunto che il dato bene economico sia stato sottoposto a controlli equipollenti a quelli operati in UE. Detta diversamente, si stabilisce in via “fiduciaria” che regole e controlli nei rispettivi paesi – per quanto diversi – si equivalgono quanto a tutela del consumatore. Il riconoscimento delle rispettive leggi senza adoperare ulteriori controlli rende più snello e agevole l’import/export.

Qui di seguito, uno stralcio di testo disponibile sul sito dell’UE e identificante le realtà extra-UE coinvolte:

biologicoLeggere l’etichetta

Ebbene, la dicitura “biologico” può figurare nella denominazione di vendita solo ed esclusivamente se il 95% del peso complessivo degli ingredienti è per l’appunto di derivazione agricola rispettosa dell’identikit poco sopra approntato. In caso contrario, il termine biologico figurerà nell’elenco degli ingredienti unitamente alla percentuale in cui il prodotto può definirsi tale.

In secondo luogo, qualora in etichetta sia riportata la voce “biologico” o le relative declinazioni/abbreviazioni, deve sempre comparire:

  • Logo dell’Unione Europea di cui sopra;
  • Numero di codice dell’organismo di controllo (autorità competente) e del produttore (codice operatore);
  • Dati geografici relativi alle materie prime (area di messa a coltura/allevamento ecc.); ovverosia Agricoltura UE, Agricoltura non UE (forte di un accordo di equivalenza con l’UE), oppure Agricoltura UE/non UE (quando parte della materia agricola viene coltivata in un paese terzo).

 

Fonti:

.http://www.sinab.it/sites/default/files/share/ANTICIPAZIONI%20SINAB%202015_01%208def_0-1.pdf

.http://ec.europa.eu/agriculture/organic/sites/orgfarming/files/docs/body/organic-farming-infographic1_it.pdf

.http://www.raiplay.it/video/2016/10/Report-31d79a4f-fbf4-4818-9a1b-6309181e35ef.html

.http://ec.europa.eu/agriculture/organic/sites/orgfarming/files/docs/body/organic-farming_it.pdf

.http://ec.europa.eu/agriculture/organic/sites/orgfarming/files/docs/body/organic-farming-infographic2_it.pdf

.http://ec.europa.eu/agriculture/organic/eu-policy/eu-rules-on-trade/non-eu-trading-partners_en

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